lunedì 28 giugno 2010

Quinto elemento

Secondo il filosofo greco Empedocle, che fu fisico e mago, al principio di tutta la realtà naturale stanno quattro radici materiali: l'acqua, l'aria, la terra e il fuoco.
Gli elementi sono eterni, infinitamente identici a se stessi, immutabili. Anche se divisibili, ogni loro particella conserverà sempre le medesime proprietà qualitative dell'elemento cui appartiene.


Ora, volendo "razionalizzare", si possono assimilare gli elementi empedocliani ai già conosciuti stati di aggregazione della materia.
Bisogna aggiungere che ai comuni tre stati (liquido, gassoso, solido), i fisici moderni ne aggiungono un quarto: il plasma.

Un plasma è un gas altamente ionizzato ma neutro dal punto di vista elettrico. Rarissimo sulla Terra, rappresenta il 99% della materia dell'universo: tutti i corpi celesti, eccezion fatta per i pianeti, sono fatti di plasma.

Riepilogando avremo: acqua/liquido; aria/gassoso; terra/solido; fuoco/plasma.

Un altro filosofo greco, Aristotele, aveva postulato l'esistenza di un quinto elemento che chiamò etere.
L'idea di Aristotele è ricomparsa spesso sotto altra forma: la Quintaessenza alchemica, l'etere cosmico della teoria ondulatiria luminosa, infine, la fantasmagorica intuizione della fonte di energia illimitata di quel visionario di Tesla.

La Fisica dovrà adeguarsi all'Esoterismo?
Sicuramente ci sono ancora molti misteri da scoprire. Basta pensare che le attuali conoscenze scientifiche affermano che il 90% della massa e il 30% dell'energia dell'universo si trova in ciò che viene definito come "materia oscura".
Un deus ex machina per giustificare l'attuale "modello standard" dell'universo, che tiene in considerazione la gravità come unica forza cosmologica agente sulle galassie. Sulla natura della materia oscura o su ciò che rappresenta il fatto che da sola, la forza di gravità, non può spiegare le reali dinamiche dell'universo lascia il campo a mille possibili interpretazioni che inevitabilmente ricadono nella metafisica.

Dal mio punto di vista, arriverà un giorno in cui la scienza e lo spirito dovranno necessariamente incontrarsi, anche se quel giorno appare ancora lontano. Fatto sta che la scienza ufficiale ha la presunzione di catalogare, descrivere e modellizzare l'intera realtà avvalendosi soltanto di strumenti puramente razionali quando non meramente empirici.
La scienza non ammette la possibilità della presenza di forze che vanno al di là dello stato di manifestazione materiale, non riconosce che oltre a ciò che si può misurare, oltre a ciò che si può spiegare attraverso un modello fisico-matematico possano esistere realtà completamente diverse e separate dalla nostra unicamente da un sottile velo steso sulle nostre coscienze.

Fonte: http://www.il-tempio.net
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