domenica 25 luglio 2010

Avatar

Il film narra la storia di Jake Sully, un marine americano costretto da un incidente a vivere su una sedia a rotelle che viene scelto per una missione sul pianeta Pandora.


Jake viene scelto per sostituire il fratello gemello (morto a causa di una rapina) come "manovratore" dell'avatar già realizzato.
L'avatar "è agganciato" al DNA del manovratore, quindi Jake è l'unico che può utilizzarlo.
Cosa sono gli avatar?

Sono ibridi tra essere umani e abitanti di Pandora. Hanno la pelle blu e sono alti all'incirca 3 metri. Le loro ossa sono rinforzate da fibra di carbonio naturale, ciò li rende forti e agilissimi.

Ritrovatosi sul lussureggiante pianeta Pandora Jake inizia la sua esplorazione in compagnia della Dott.ssa Grace, ma ha subito una brutta avventura che la porta a conoscere Neytiri, un membro del popolo Na'vi, gli abitanti di Pandora.
Il rapporto tra Jake e Neytiri e la lotta tra umani (per una volta alieni) e i Na'vi è alla base del film, che non vi racconto oltre.

Avatar è un sogno che diventa film
Un sogno per vari motivi. Primo, più materiale che profondo, perché era nella testa di James Cameron già nel 1995, ma allora sembrava impresa titanica (ops…) realizzare un simile lavoro: la tecnologia non era ancora abbastanza evoluta.
Ora invece, grazie agli animatori della Weta Digital, la fantasia diventa realtà.

Secondo, più viscerale, perché Avatar è la visione di un mondo che non c’è, auspicabile, di un equilibrio intenso e meraviglioso con la natura, di un popolo fantastico, Na’vi, che vive in un pianeta Pandora lussureggiante di natura e che, meraviglia della meraviglia, la rispetta. Profondamente. Terzo, perché Avatar è il riscatto di un popolo libero dagli umani che vogliono colonizzarlo e depredarlo.

Purtroppo la storia della Terra non ci racconta simili vittorie. Un mondo da sogno fatto con amore da sognatori. Tre personaggi principali, ma il "diversamente abile" che non vuole esserlo "diversamente" è certo il più approfondito sul piano umano: è quello che vuole vivere la sua favola fino in fondo, e come Bastiano della Storia Infinita, vivendola la fa vivere a noi.

E' anche un tributo a film che hanno rovesciato l'ideologia del selvaggio-cattivo, come "Soldato Blu". Un omaggio a molta fantascenza di qualità in cui gli alieni vengono presentati come alternativa (gli alberi legati tra loro sembrano quelli della "Guerra al grande nulla" di Blish, romanzo non bellissimo se non per le idee di una natura interconnessa, di nativi senza morale ma solidali e "buoni", di un albero distrutto dai terrestri per motivi economici, di un pianeta alla fine distrutto dall'incapacità degli uomini di vivere la natura).

L'immersione però è l'aspetto più emozionante: come il protagonista bisogna diventare un Avatar dentro quel mondo e giorire di quanto dei veri artisti hanno creato con amore una natura aliena che è metafora della natura in cui viviamo.


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