domenica 11 luglio 2010

Death Note

La storia parla di un diciassettenne di nome Light Yagami che trova un quaderno con il potere di uccidere. Il brillante ragazzo però troverà ad ostacolarlo un grandioso detective, L. La storia vi travolgerà con colpi di scena e brillanti strategie, state certi che l'unica pecca di questo anime è la breve durata.


TRAMA
Light Yagami è un geniale quanto cinico liceale diciassettenne. Stanco della criminalità che aleggia nel mondo (definito da egli stesso marcio), conduce una vita tranquilla, anche se noiosa. La storia ha inizio quando Ryuk, uno Shinigami (Dio della morte) stanco della vita noiosa che conduce nel suo mondo, decide di far cadere il suo Death Note (diario della morte) nel mondo degli umani in cerca di divertimento.
Il diario viene raccolto da Yagami Light che inizialmente è scettico, soprattutto sul fatto che il quaderno causerà la morte di qualsiasi persona il cui nome viene scritto conoscendone il volto. Ma ben presto scopre che il diario funziona realmente e decide di usarlo per uccidere i criminali con l'obiettivo utopico di purificare il mondo e diventarne il nuovo Dio.

RECENSIONE
Death Note è il capolavoro più sensazionale che sia mai stato creato; quando ho cominciato a guardare l'anime non riuscivo più a smettere. Seppur raramente, come in effetti è giusto che sia, vi sono anime o film che, mentre li vedi, ti accorgi dapprima di essere spaesato, nel non saperlo catalogare in nessun modo; per poi, ancor più di rado, ritrovarti ad affermare che davanti a te si erge la pietra miliare di quel che si può definire un nuovo genere. Vedi Evangelion (anime) o Matrix 1 (film).
Questo è il caso di Death Note: un breaker che spezza da ogni filone e prepotentemente si innalza nell'olimpo delle produzioni davvero importanti.
Eppure di temi ricorrenti anche in altre produzioni ce ne sono molti: I bruttoni Dei della morte, il detective, l'assassino, ecc.. Ma sono il ruolo che essi hanno e le loro caratteristiche a rendere il tutto davvero innovativo: Il bene e il male, il bianco e il nero, si lasciano andare ad arbitrarie sfumature di grigio; gli aritigliati dei della morte tutto fanno fuorchè massacrare gente o massacrarsi a vicenda (almeno a livello fisico) ed ogni battaglia avviene solo e unicamente su un piano logico-mentale, come in una partita a scacchi.

L'anime è quesi totalemente privo di azione ma mantiene un ritmo incalzante che vi terrà incollati alla poltrona.

Machiavellico, cervellotico, incredibilmente intricato. L'autore si diverte e prova gusto nel creare una matassa apparentemente, e solo apparentemente, informe di filo dinanzi allo spettatore attonito, che poi se la vede sbrogliare in pochi minuti rimanendo con gli occhi sbarrati e una espressione ebete.
Un Deus ex machina paradossale poichè a gestirlo sono proprio le menti dei due antagonisti: perdonatemi l'uso improprio del termine ma davvero penso sia quello che più sintetizza la struttura di questo lavoro stupendo.

Riferimenti religiosi sapientemente posti al punto giusto e spunti di riflessione su temi importanti e d'attualità come la pena di morte e non solo, completano un quadro già di per se di indubbio valore, i personaggi, caratterizzati nei dettagli, dalla postura fisica alla introspezione più profonda, escono fuori con forza dallo schermo sino a sembrare addirittura, nei loro eccessi, tangibili.

Una grafica davvero accattivante che spesso si lascia a virtuosi giochi di colori e luci che sottolineano con maestria il dualismo dei due personaggi principali, è la ciliegina sulla torta.


 
 
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