martedì 31 agosto 2010

L’antico DNA e l’Atlantide di Cayce

Le letture di Edgar Cayce determinano il periodo storico a cui appartiene Atlantide ad oltre 200 000 anni fa e l’antica Lemuria a 12 milioni di anni fa, ma i fossili del cromosoma Y fanno risalire il primo maschio Homo sapiens solo a circa 150 000 anni fa.


Ogni essere vivente simile agli umani precedente a questo periodo, tecnicamente non sarebbe stato Homo sapiens, quindi non come noi.
Le letture di Cayce riconoscono la traccia genetica: “Abbiamo nella legge della terra … ciò che è ereditario dalla discendenza di un corpo.” (541-1)
Ma secondo Cayce, gli atlantidei non erano umani! In realtà, la descrizione di Cayce di corpi atlantidei non si avvicina nemmeno lontanamente a qualsiasi fossile trovato su questo pianeta. Descrisse il corpo atlantideo come un “corpo pensiero” che “gradualmente prese forma”. (364-3 e -11)

Alcuni dei corpi che descrisse provengono direttamente dalla mitologia umana! Erano corpi di forma-pensiero con parti animali, che creavano creature leggendarie come centauri, gorgoni (creature alate femminili con serpenti come capelli), furie (donne-uccello con serpenti come capelli), sirene (donne-uccello con voci ammalianti), satiri (uomini-caproni), arpie (donne-uccello sgradevoli), ciclopi (giganti con un solo occhio), sirene e tritoni (uomini e donne pesce), Nefilim (giganti – Genesi 6) e così via.

Vi furono anche quelli che non avevano parti animali, ma erano comunque “corpi-pensiero proiettati”.
Oltre a questi corpi-pensiero simili agli umani c’erano i “Figli delle Forze Creative” con poteri divini, femminili e maschili (364-11, Genesi 6).

Cayce disse: “la fisionomia fu quella di una testa piena con un occhio in più.”
Spiegò che l’occhio poteva spostarsi nel corpo e apparire, se necessario, sul retro della testa oppure nel palmo della mano.

Aggiunse: “Questi assunsero molte dimensioni per quanto riguarda la statura, da ciò che può essere chiamato nano fino ai giganti – perché in quei giorni ci furono i giganti sulla terra, uomini alti (come lo si direbbe oggi) dai 3 ai 4 metri di statura e in proporzione – ben proporzionati in ogni parte.” (364-11)

I nostri scienziati non hanno trovato alcuni resti mortali delle creature mitiche né alcuni “corpi-pensiero”, probabilmente perché il pensiero non si lascia dietro delle ossa!
Però hanno trovato dei corpi giganti. Le ossa di un uomo alto 4 metri furono riportati alla luce nel 1833 da un gruppo di soldati a Lompock Rancho, in California.
Armi giganti circondavano il suo scheletro. Nel 1936 Larson Kohl, il paleontologo ed antropologo tedesco, trovò le ossa di uomini giganti sulle rive del lago Elyasi nell’Africa centrale. Nel luglio del 1877 quattro cercatori trovarono un osso di gamba umana che misurava 1 metro dal ginocchio al calcagno, che significava che l’uomo a cui apparteneva era alto oltre 4 metri.
Recentemente furono trovate in Etiopia le ossa di una femmina di tre anni, datate 3,3 milioni di anni fa. Aveva la parte superiore del corpo come una scimmia e la parte inferiore di un umano. E’ classificata come Australopithecus afarensis, che è nella linea ancestrale dell’Homo sapiens, ma più simile alle scimmie che umano.

Cayce sostenne chiaramente che gli umani non provengono dalla scimmia, piuttosto fu creata una forma specifica per le anime umane e queste forme si sono evolute secondo le leggi della natura. (3744-5)

Esiste una spiegazione sbalorditiva per la mancanza di resti mortali umani avanzati ed è che Cayce descrisse la morte in quei tempi antichi come “un ritiro” da questo piano di esistenza.
Un esempio eccellente è la sacerdotessa e dottoressa atlantidea Alyne che visse per 6000 anni, poi “si ritirò in se stessa” (assorbendo il suo corpo-pensiero proiettato nella sua mente più profonda) e quindi “prese il volo per Giove”! (823-1)

Se questa era la morte tipica dei corpi-pensiero, allora gli scienziati non troveranno i loro resti mortali nelle rocce sulla terra. Gli hopi dicono che la porta verso il cielo era aperta in quei tempi antichi, permettendo alle anime di andare e venire a piacere – niente ossa lasciate dietro di sé, niente resti di DNA.

Venture Inward, novembre/dicembre 2009



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