martedì 21 settembre 2010

Realtà, materia e pensiero

All’interno della materia si rinnova l’incontro-scontro tra vuoto e tempo, la modulazione delle leggi fondamentali su varie scale... e così come il macrocosmo è sensibile alla “Mente di Dio”, nel piccolo, ogni oggetto è sensibile alla mente del dio interiore di ognuno...

La fisica contemporanea è portata a considerare i quark come le particelle infinitesime della materia.
La ricerca scientifica, con l’impiego di sempre più potenti acceleratori di particelle, ha ottenuto una quantità considerevole di dati sulla costituzione della materia.
Di fatto sono solo due i tipi di quark necessari per la costituzione di un atomo: il quark UP ed il quark DOWN, dalla diversa combinazione dei quali vengono a formarsi le particelle atomiche (protoni e neutroni).
Sono stati individuati altri quark (strange, charm, top, bottom) ma la loro instabilità non consente il formarsi di materia, per lo meno non su questo nostro piano dimensionale.

Numerosissime le altre particelle subatomiche individuate, che oggi permettono agli scienziati di formulare diverse nuove ipotesi sulle velocità ultraluminali e sullo scorrimento del tempo, alla ricerca della "particella di Dio", ma più che altro, per parafrasare Paul Davies, della "mente di Dio"!

È importante notare che meno del 5% dell’universo si compone di particelle normali, protoni e neutroni, e lascia la restante parte di universo a particelle o dimensioni forse troppo piccole o compresse per essere rilevate.
In estrema sintesi, la teoria della “materia oscura” dice che di tutta la materia-energia in gioco nel cosmo, soltanto il 4-5% è visibile: galassie, pianeti, noi stessi, la luce e il calore delle stelle.
Più o meno il 23% è formato da materia oscura e il restante 73% dall’energia oscura.

Risulta evidente il parallelismo tra consapevolezza della realtà e consapevolezza di noi stessi: è noto che usiamo solo il 5% del nostro cervello, il 5% del nostro DNA (gli scienziati si stanno chiedendo a cosa serva tutto il resto, eppure non è “spazzatura”!) e solo per un 5% siamo consci di noi stessi, quando va bene.
È ovvio che, messi così, non possiamo che percepire solo il 5% della realtà, tuttavia, paradossalmente, siamo noi stessi (la nostra coscienza sempre attiva ed operante) a creare la realtà, tutta quanta, sempre e comunque al 100% con il 100% di noi stessi, che ne siamo consapevoli o meno (e questo fa la differenza!).

Esiste cioè una precisa corrispondenza tra la consapevolezza di ciò che siamo e la percezione della realtà che ci circonda, dato che quest’ultima non è che un prolungamento di noi stessi! L’inconscio, con tutte le sue speranze e le sue paure, non è che l’aldilà, con tutti i suoi angeli, demoni, paure e mostri: non è la materia oscura, con tutti i suoi misteri!

Non sorprendetevi: da sempre l’esoterismo gioca su questa prospettiva.
I concetti di mondi paralleli, di mondi-eco e di piani di esistenza ultraluminali contemporanei e compenetrantisi fanno parte di tradizioni cosmogoniche antichissime.
Così come la concezione complessa dell’essere umano e della sua anima.

Alcune recenti considerazioni di moderni astrofisici, in merito al problema della "massa mancante" (di cui si rilevano gli effetti gravitazionali), portano a considerare come possibili le interferenze di ipotetici mondi, paralleli o ipercompressi, forse costituenti, a loro volta, un super-mondo multidimensionale: ecco il Reale visto dai fisici.
Al contrario delle prevalenti teorie fisiche, questo tipo di metafisica privilegia una visione ondulatoria, coerente e per nulla indeterministica della realtà (1).

Nell’infinitamente piccolo - come su ogni scala - si rinnova il meccanismo della creazione e dell’evoluzione universale.
È ormai noto che la materia sia fatta molto più da "vuoti" che da "pieni" e secondo le visioni dell’esoterismo in ogni atomo, in ogni quark e nella più infinitesima particola di materia che vogliamo considerare si rinnovano dal di dentro le dinamiche del vuoto, dell’energia e della creazione, continuamente, istante dopo istante, su tutti i piani.
Ogni oggetto, vivo o inanimato che sia, infinitesimo o gigantesco, elementare o complesso, ha la sua parte materiale, la sua energia, i suoi corpi sottili, la sua anima e la sua essenza spirituale a un livello di auto-coscienza proporzionale alla sua complessità biologica ed esistenziale.
All’interno della materia si rinnova l’incontro-scontro tra vuoto e tempo, la modulazione delle leggi fondamentali su varie scale... e così come il macrocosmo è sensibile alla “Mente di Dio”, nel piccolo, ogni oggetto è sensibile alla mente del dio interiore di ogniuno, se opportunamente cosciente e operante: non parlo di telecinesi, ma di potere di creazione e di trasformazione dell’ologramma universale a diversi livelli, dall’illusione (il potere di maya, come lo chiamano gli Indù) alla realtà intrinseca di ogni cosa quando man mano noi stessi evolviamo la nostra coscienza applicata, e sappiamo ricondurla all’Essere, all’Uno, al Reale.

La Mente, o meglio l’uso reale del Pensiero (ben lungi dal nostro concetto comune e confuso di pensiero), crea e determina ogni cosa, istante dopo istante: crea e determina l’Uno come ogni sua parte, contemporaneamente per rispondenza.
Quella Mente, quel Potere, permea di sé ogni cosa: è ovunque, opera ovunque. Noi, io e te, ognuno di noi è canale di questo potere e crea ogni cosa.

Rol sosteneva di essere in grado di entrare in contatto con lo “spirito intelligente” di ogni cosa e di scoprire quindi i segreti dell’universo superando la barriera delle leggi fisiche. Questo era forse, essenzialmente, il segreto del suo potere sulla materia.

Note (1) Per una sintetica ma illuminante comparazione tra ermetismo e fisica moderna suggerisco di studiare il saggio dell’amica Selene Ballerini, ovvero Danzare tra i Mondi (2007, Akkuaria), in particolare da pag. 37 a pag. 55.


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