martedì 7 dicembre 2010

Wikileaks: pronto il "giorno del giudizio"

Julian Assange è stato arrestato. Il fondatore del sito Wikileaks è stato preso dalla polizia britannica. Sulle sue tracce c'era sia l'Interpol che dalla magistratura svedese. 


Assange è accusato di stupro, oltre che della diffusione di file e documenti segreti del governo degli Stati Uniti d'America. Lo afferma il sito di Sky News, citando proprie fonti. Inoltre Scotland Yard ha reso noto, tramite gli agenti dell'Unità estradizioni, che l'arresto di Assange è stato efffettuato per conto delle autorità svedesi per le accusde di molestie e stupro, che sarebbero stati commessi tutti nell'agosto 2010. 
Assange è stato arrestato alle 9:30 «su appuntamento» in un commissariato di Londra, e dovrà comparire davanti al tribunale della città di Westminster, uno dei borghi di Londra, in giornata. Julian Assange è arrivato in tribunale per comparire davanti al giudice sulla base del mandato di arresto europeo per due accuse di molestie sessuali e una di stupro. Il capo di Wikileaks è arrivato a bordo di un'auto dai vetri oscurati mentre Mark Stephens, il legale britannico che lo rappresenta è entrato in tribunale passando davanti alle decine di giornalisti assiepati all'ingresso. 

VERITÀ VINCERÀ
«Nella gara tra segretezza e verità è inevitabile che vinca sempre la verita». In un editoriale sul giornale The Australian anticipato online nel giorno del suo arresto il fondatore di Wikileaks Julian Assange cita un giovane Rupert Murdoch. 
Assange, che è stato oggi arrestato dalla polizia britannica su mandato di estradizione della Svezia, ricorda che nel 1958, quando lui non era ancora nato, il suo connazionale, allora proprietario del giornale The News di Adelaide, aveva scritto "nella gara tra segretezza e verità è inevitabile che vinca sempre la verità"
Il capo di Wikileaks parla di libertà di stampa nel'editoriale ricordando i giorni bui del governo del Queensland, lo stato australiano dove è cresciuto e evocando la sua adolescenza in una piccola città. 
Ora "i politici australiani cantano un coro dimostrabilmente falso" all'unisono con il Dipartimento di Stato sulla linea del 'Rischi vite umane. 
Metti in pericolo le truppe diffondendo importanti informazioni, ma poi "dicono che non c'è nulla di importante nelle cose che Wikileaks rende pubbliche. Non possono esser vere entrambe le cose". 

MINACCE AL FIGLIO 
Jennifer Robinson, una dei legali britannici che difendono Julian Assange, ha detto alla radio australiana Abc che Daniel, il figlio di 20 anni del capo di Wikileaks, ha ricevuto minacce di morte. 
La Robinson ha chiesto alle autorità australiane di indagare su queste minacce. Daniel Assange aveva recentemente difeso il padre nel suo blog: «Rispetto il suo lavoro e non ho dubbi che le accuse nei suoi confronti sono false». 
Ieri di nuovo il giovane Assange aveva commentato il ruolo paterno: «Considerarlo uno ladro di notizie quando in realtà un giornalista non crea solo confusioni morali ma è periocoloso in generale per i giornalisti».

IL FILE
Tutto è pronto per l'immissione in rete del file "Giorno del Giudizio" di Wikileaks, ma l'organizzazione anti-segreti di Julian Assange non ha ancora intenzione di scatenarlo. Lo riportano fonti del Guardian
Wikileaks aveva minacciato di rendere pubblico un codice segreto che avrebbe offerto la chiave per aprire la "cassaforte" di documenti riservati dell'organizzazione se Assange fosse stato arrestato. 

LA RIVOLTA DEGLI HACKER
Un gruppo di hacker, "Operation Payback", afferma di aver lanciato con successo oggi attacchi informatici contro PayPal e PostFinance, in risposta alla chiusura delle donazioni per Wikileaks e del conto dello stesso Assange in Svizzera. 
"La banca svizzera (PostFinance) che ha chiuso il conto a Assange è stata tirata giù oggi con un Ddos attack (negazione del servizio, lo stesso lanciato in più occasioni contro i domini di Wikileaks in questi giorni, ndr)", recita un annuncio del gruppo su Twitter. 
Qualche ora prima, un altro assalto informatico era stato lanciato contro PayPal, sempre da Operation Payback. Le due società non hanno confermato la notizia.

Nelle prossime ore, sarà diffuso un video con nuove dichiarazioni di Julian Assange, anticipa il sito del quotidiano britannico, Guardian, poche ore dopo il suo arresto a Londra.
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