sabato 2 aprile 2011

Inception

Per parlare di Inception molti butteranno giù parole come regista visionario, film onirico, e architettura della mente. Tanti citeranno Matrix o scomoderanno le avanguardie, non a torto. Ma i più si dimenticheranno di dire che questo palazzo vibrante e vivo che si smonta e si rimonta per decine di volte, questo paradosso composto di fisica, chimica, psicanalisi e fisiologia, questo golem di schegge e leggi di gravità infrante costruito dal signor Christopher Nolan,é fra le altre cose una storia d'amore


Di un amore puro, folle e ossessivo, che sfiora l'oblio e cerca la catarsi. E' la storia della creazione continua di città e angoli dove scavare casseforti per nascondere i ricordi più toccanti e disperati. Perchè solo i ricordi sono in grado di farti comprendere se quello che hai vissuto è stato o meno reale. E solo i ricordi riescono ad ammazzarti nel sonno, mentre vetri e pallottole ti sfiorano appena. 
Questo però ti resta solo dopo, alla fine, quando l'innesto nel cervello di chi guarda é già stato impiantato e tu ti svegli da un viaggio di oltre due ore, dove raramente in realtà potrebbe mai venirti sonno. Questo perchè Inception nonostante la complicazione dei suoi 4 piani di narrazione e il continuo passaggio da un livello all'altro della storia, dove realtà, sogni e metasogni si alternano senza sosta, si installa su una sceneggiatura solida e su una punteggiatura valida. 

Così anche se lo spettatore distratto rischia di perdersi se non segue con attenzione, gli indizi sempre spiegati che ricorrono in modo puntuale lo aiutano a ritrovarsi.
E il viaggio nel labirinto-Inception, seguendo il filo che Arianna-Nolan ha lasciato, srotolato con sapienza, annodato ai punti giusti, diventa allora meno complicato. 


Inception è la storia di un ladro di idee che riceve come ultima missione quella, contraria, di impiantarne una. 
Evitiamo di svelarvi dettagli per cui potremmo farci odiare, vi diciamo solo che Je ne regrette rien di Edith Piaf così non l'avevate mai sentita nè immaginata. 

Vincitore di 4 premi Oscar 2011: miglior fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali.
Tangeri, Parigi, Tokyo, l'Inghilterra e Calgary ricostruite e distrutte nello stesso film - per gli effetti speciali - la scena della pioggia battente e del treno é spettacolare - per la sceneggiatura - una lunga idea originale scritta dalla stesso Nolan in quasi 10 anni - e per la recitazione di Di Caprio che da Revolutionary Road in poi sembra toccare solo corde giuste dopo il ciak.
Il suo elegante Dom Cobb, uomo tormentato, lucido professionista, impenetrabile quanto abile a entrare ovunque voglia, merita davvero. Il resto del cast funziona bene: la bella Marion Cotillard, espressiva e sempre in bilico fra immaginazione e follia, ci regala un ruolo intenso (e si auto-cita senza volerlo con la Piaf, da lei interpretata anni fa) ed è al giusto posto perfino Ellen Page con la faccina sempre un po' troppo dolce e sognante, che per fortuna qui si sfila il maglione a righe di Juno.

Il ritmo del film rimane sempre abbastanza elevato - ad eccezione dell'ultima parte, dove però ci sono troppe storie in bilico o fluttuanti nell'aria per rischiare di chiudere in fretta - e almeno due battute diventeranno cult.

La musica é ben curata, l'azione sveglia dal sogno.

Inception è insomma un thriller di eccellente fattura dove il regista di Memento dimostra di nuovo e con più maturità - e ovviamente più mezzi - di saper incastrare bene i pezzi sparsi all'inizio, senza dimenticare alcun dettaglio o lasciare in sospeso alcuna domanda.
Inception è un ottimo film che dimostra quanto le sale Imax, gli effetti speciali, Parigi che si arrotola su sè stessa, la mise en abime di cento immagini allo specchio, le città volanti, le scale infinite, le esplosioni, i quadri di Magritte ed Escher riprodotti su scala gigante, le persone che camminano sul soffitto e tutto l'assurdo e il surreale di cui si possa godere in questo film, possono avere un significato ed essere finalizzati alla storia, che resta la protagonista.
E che sia una storia che ha visto la luce in 10 lughi anni non ci stupisce.

Perchè a volte un'idea è talmente potente 
da rimanere nella nostra mente come il parassita più resistente.


Fonte: http://www.filmzone.it
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