lunedì 4 aprile 2011

Ritrovati i codici perduti della Bibbia?

70 libri di metallo ritrovati in grotta in Giordania potrebbero cambiare la nostra visione della storia biblica. Il mondo attende le scottanti rivelazioni che potrebbero essere rivelate. Per gli studiosi di fede e di storia, è un tesoro troppo prezioso per il prezzo che vale. 


Questa collezione di 70 piccoli libri antichi con le pagine legate da un filo di piombo, potrebbero rivelare alcuni importantissimi segreti dei primi giorni del cristianesimo. Gli studiosi sono divisi circa la loro autenticità, ma se fosse confermata, potrebbero avere lo stesso valore scientifico dei Rotoli del Mar Morto scoperti nel 1947. Nelle pagine, non più grandi di una carta di credito, ci sono immagini, simboli e parole che sembrano riferirsi al Messia, e, forse anche, alla Crocifissione e alla Resurrezione
Molti dei libri sono sigillati, inducendo gli studiosi a speculare che sono in realtà la raccolta perduta di codici del Libro della Bibbia, detto Rivelazione

I libri sono stati scoperti cinque anni fa in una grotta in una zona remota della Giordania, in cui i rifugiati cristiani fuggirono dopo la caduta di Gerusalemme nel 70 d.C. .
Importanti documenti della stessa epoca sono stati precedentemente gia ritrovati nella stessa area. Il primo test metallurgico indica che alcuni dei libri potrebbe risalire al primo secolo d.C. . Questa stima è basata sulla forma di corrosione che secondo gli esperti sarebbe impossibile ottenere artificialmente. Se la datazione fosse verificata, i libri sarebbero tra i primi documenti cristiani, anticipando anche gli scritti di San Paolo

La prospettiva che potrebbero contenere la cronaca contemporanea degli ultimi anni della vita di Gesù ha emozionato gli studiosi, anche se il loro entusiasmo è mitigato dal fatto che gli esperti sono già giudicati dei come dei sofisticati falsi. 
David Elkington, uno studioso inglese di storia antica e di archeologia religiosa, e uno dei pochi ad aver esaminato i libri, e dice che potrebbero essere la più importante scoperta della storia cristianà. 
"E' un pensiero mozzafiato, sapere che questi oggetti potrebbero essere stati in possesso primi santi della Chiesa" ha detto. 

Ma i misteri che non sono solo tra le loro pagine. Oggi, persino la loro ubicazione, rimane un mistero. Dopo la loro scoperta da parte di un beduino giordano, il tesoro è stato successivamente acquisito da un beduino israeliano, che si dice che li abbia illegalmente contrabbandati attraverso la frontiera di Israele, dove sono rimasti. 
Tuttavia, il governo giordano sta lavorando ai massimi livelli per il rimpatrio e la salvaguardia della collezione. 

Philip Davies, professore emerito di studi biblici alla Sheffield University, ha detto che c'è la prova evidente che i libri hanno un origine cristiana, per una mappa della città santa di Gerusalemme. 
"Non appena l'ho vista, sono rimasto senza parole. C'è una croce in primo piano e dietro di essa, quella che deve essere la tomba di Gesù, un piccolo edificio con un'apertura, e dietro, le pareti della città. Ci sono altre raffigurazioni simili su altre pagine di questi libri e quasi certamente si riferiscono a Gerusalemme. Si tratta di una crocifissione cristiana che si svolge al di fuori delle mura della città". 

Il team britannico teme che l'attuale "custode" israeliano stia cercando di vendere alcuni dei libri sul mercato nero, o peggio li volgia distruggere. Ma l'uomo che tiene i libri nega l'accusa e sostiene che sono custoditi dalla sua famiglia a almeno 100 anni. 

Margaret Barker, ex presidente della Società per lo studio dell'Antico Testamento, ha detto: 
"L' Apocalisse parla di un libro sigillato che è stato aperto solo dal Messia. Potrebbero essere questi? 
Altri testi del periodo parlano di libri chiusi che contengono la saggezza e una tradizione segreta trasmessa da Gesù ai suoi discepoli più vicini. Questo è il contesto di questa scoperta." 

Il professor Davies ha infine detto: 
"La possibilità di una origine ebraico-cristiana è certamente suggerita dalle immagini e, in caso affermativo, questi codici sono idonei a gettare nuova luce sulla nostra comprensione di lontano periodo poco conosciuto della storia". 

Signor Elkington, che sta guidando gli sforzi britannici per far ritornare i libri in Giordania, ha detto: 
"E' fondamentale che la raccolta possa essere recuperata intatta e protetta nelle migliori condizioni possibili, sia a beneficio dei suoi proprietari, sia un potenzialmente interesse internazionale del pubblico". 

Traduzione a cura di Arthur McPaul
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