domenica 14 agosto 2011

In rete gli X-files britannici sugli UFO

'Men in Black', omini verdi, luci pulsanti di tutte le fogge e dischi volanti a forma di sigaro. Anche il Regno Unito ha i suoi ''X Files'' e ha deciso di mettere su Internet oltre 20 anni di rapporti di avvistamenti pubblici e privati, a disposizione di tutti. 


Oltre 9.000 pagine di incontri non solo del terzo tipo, piu' o meno ravvicinati, descritti in lettere, memo, schizzi, fotografie e filmati, raccolti dal ministero della Difesa britannico dal 1985 al 2007, che si possono ora consultare, gratuitamente per un mese, su www.nationalarchives.gov.uk/ufos, il sito degli archivi nazionali del Regno Unito. ''Sono in molti a continuare a credere che la pubblicazione di file questi sia solo una manovra diversiva da parte del governo, per nascondere il fatto che non siamo solo nell'universo - afferma David Clark, consulente degli archivi di Stato britannici - e purtroppo non c'e' nulla che si possa fare per far cambiare quest'opinione, non importa quanti documenti si rendono pubblici''. 

Secondo Clarke, dai documenti pubblicati emerge invece che il governo britannico sa esattamente quanto sa l'uomo comune sugli Oggetti volanti non identificati, che ''sono e rimangono appunto non identificati'' e che la percezione comune che il dipartimento DI55 del ministero della Difesa sia stato in tutti questi anni l'ultima linea di difesa contro gli alieni, sia ''lontano anni luce dalla verita''', proprio come scrive lo stesso DI55 in un memo ufficiale al governo .

I fan di Mulder e Scully, i protagonisti della serie tv X Files, non mancheranno pero' di trovare storie 'appetitose' tra i documenti messi online. Come quella, per esempio, di due uomini in tuta spaziale che hanno visitato la casa di un sobborgo londinese, di East Dulwich, nel gennaio 2003, dicendo di chiamarsi Mork e Mindy (due personaggi di una famosa sit-com fantascientifica degli anni Settanta) e offrendosi di lavare con uno speciale collirio anti-radiazioni gli occhi delle due persone che li' vi abitavano, una donna e sua figlia. Le due hanno poi scritto al ministero della Difesa, raccontando l'incontro in tutti i particolari.

Fonte ANSA
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