domenica 30 ottobre 2011

Halloween, alla ricerca delle sue origini

Tutti conoscono la famigerata notte di Halloween, la notte in cui tutte le anime dei morti sono libere di vagare nel nostro mondo, e dove creature fantastiche, come streghe e demoni, sono solite fare “brutti” scherzi agli umani. Naturalmente si tratta di affascinanti leggende, che nel corso dei secoli hanno subito notevoli mutazioni, collocandosi nella nostra modernità tramite una delle feste più attese dell’anno, in special modo negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni. 


Halloween cade alla vigilia di quella che per tutti i cristiani è conosciuta come Festa di Ognissanti, il 1° di novembre, istituita per commemorare tutti i Santi e Martiri del paradiso. Negli ultimi anni, il consumismo e la globalizzazione mondiale, hanno fatto sì che una festa “pagana”, sicuramente affascinante e dal sapore irresistibilmente ludico, s’instaurasse anche in Italia, a detta di alcuni credenti e rappresentanti della Chiesa, come una vera e propria insidia, in quella che è decisamente una festa cristiana profondamente spirituale. Ma da dove deriva la festa di Halloween e perché la festa di Ognissanti, istituita inizialmente il 13 di maggio, è stata spostata proprio a ridosso di questa festa pagana? La festa di Ognissanti fu istituita da Papa Bonifacio IV, il 13 maggio del 610 d.C. Il “quando” sia stata spostata e da “chi”, non è ancora molto chiaro. 
Sembra sia stato per volere di Papa Gregorio III, tra il 731 – 741 d.C., il quale la fece coincidere con il 1° di novembre, come data dell'anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie "dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo". Sembra che tale iniziativa sia stata presa in considerazione a seguito dell’insistente richiesta di monaci irlandesi. Ma perché? 

Il tutto è da ricondurre a una delle più importanti festività dei Celti: Trinox Samoni, o meglio Trinuxtion Samoni, che letteralmente significa “le tre notti di Samonios”, l’antica festa del nuovo anno che ricadeva i primi giorni di novembre. In molti paesi dell’Europa settentrionale si diffuse il culto di Samahin o Samain, dove si credeva che i morti sarebbero potuti ritornare nei luoghi che frequentavano in vita, e per questo si organizzavano molte celebrazioni in loro onore. L’intento della Chiesa era quello di “esorcizzare” tale festività, chiaramente pagana, sostituendola con una cristiana, soprattutto in un'epoca in cui avvenne la conversione di alcuni paesi pagani, tra cui la Germania, paese in cui le festività celtiche di questo tipo erano molto sentite.

Ma qual è, dunque, la vera origine di tutto questo, perché i Celti hanno istituito la Trinox Samoni? E' possibile che la risposta sia nelle stelle? Per comprendere la vera origine di Halloween occorre conoscere un po’ più da “vicino” il popolo dei Celti, e la loro profonda conoscenza dell’Astronomia. 
I Celti, come gran parte delle popolazioni dell’Età del Ferro (IX – VIII secolo a.C. in Europa), avevano fondato una società la cui economia era prevalentemente rurale. Occorreva poter misurare il tempo e sviluppare un calendario a cui poter fare riferimento per i loro raccolti e l’allevamento del bestiame. 
In tale contesto, Sole e Luna, con i loro moti ciclici, risultavano di vitale importanza. La Luna permetteva di dividere il tempo in settimane, quindicine e mesi, mentre il Sole scandiva l’anno. 
Il calendario dei Celti era diviso in soli due stagioni: estiva e invernale. La stagione estiva comprendeva la primavera e l’estate vera e propria, mentre quella invernale era costituita dall’autunno e dall’inverno. Gli archeoastronomi hanno effettuato importanti studi a tal proposito e hanno scoperto elementi interessanti, proposti per spiegare chiaramente il perché di questa suddivisione. 

Sebbene i druidi conoscessero bene i punti equinoziali e solstiziali, preferivano riferire l’inizio delle stagioni a due stelle in particolare: Antares (il levare eliaco indicava l’inizio della stagione invernale) e Aldebaran (il levare eliaco indicava l’inizio della stagione estiva). A supporto di tale ipotesi c’è l’unica testimonianza archeologica dello zodiaco dei Celti: la tavoletta d’avorio di Grand
In questa tavoletta c’è la ripartizione in due parti che rappresentano, appunto, periodo estivo e invernale, ma soprattutto salta agli occhi il fatto che i segni zodiacali in cui iniziano le stagioni sono Toro (estiva) e Scorpione (invernale), le costellazioni a cui appartengono rispettivamente Aldebaran e Antares. 
I cosiddetti mesi dei Celti dovevano quindi essere le seguenti: 
  • Samonios, Dumannios, Riuros, Anagantios, Ogronnios, Cutios e Giamonios (mesi invernali); 
  • Giamonios, Simivisonnios, Equos, Elembius, Edrinios e Cantlos (mesi estivi). 

La ragione per cui i druidi preferivano riferirsi più alle levate eliache (periodo in cui l’astro è visibile al mattino poco prima del Sole) delle due stelle, anziché ai punti equinoziali e solstiziali, era di pura natura pratica. Tenendo presente un altro reperto archeologico, il Calendario di Coligny (calendario celtico), si nota il netto contrasto tra la durata della stagione invernale e quella estiva: 208 giorni contro 157 giorni. 
Ciò si accordava ottimamente con il ciclo climatico annuale tipico delle latitudini centro e nord europee, dimostrando che la scelta dei druidi sulla base delle levate eliache fu estremamente razionale e incentrata su una elevata efficienza in termini di pianificazione agricola. 

Ma torniamo alle festività. Sulla base di numerosi reperti archeologici, è noto che il calendario dei Celti fu colmo di festività, alcune delle quali vengono ancora oggi celebrate in varie zone dell’Europa settentrionale, come Bretagna e Irlanda. Tra tutte le festività, ve ne erano quattro che rivestivano un particolare significato, sia in solennità che in ritualità, in ordine cronologico: - Trinox Samoni - Imbolc - Beltane - Lughnasa

Trinox Samoni corrispondeva al’inizio dell’anno celtico. La festa inaugurava il periodo in cui era la notte a prevalere sul giorno, il buio che vinceva la luce, ed era il periodo in cui gli animali venivano radunati e chiusi in recinti per svernare. Esso veniva celebrato grosso modo all’inizio di novembre, con il mese celtico denominato Samonios, con la Luna al primo quarto, dopo che era stata osservata la levata eliaca di Antares, stella rossa di prima grandezza, la più luminosa della costellazione dello Scorpione. 

- Antares -

Imbolc era dedicata alla dea Brigh, conosciuta anche come Belisama, ispiratrice delle arti e dei mestieri. In celtico il suo significato era di “luminosa”, mentre presso i Britanni era denominata Brigantia, che significa “altissima”. Imbolc segnava l’allentamento della morsa invernale, periodo in cui nascevano agnellini, e le pecore avevano il latte. Gli antichi la descrivevano in modo ambiguo, con il volto per metà bellissimo e per metà orrendo, capace di suscitare e guarire le malattie. La stella che sorgeva in questa periodo era Capella, una stella di colore giallo (il giallo era il colore delle messi mature a cui la dea Brigh era simbolicamente legata), molto luminosa, poco meno di Sirio (in effetti è la dea che in ordine di importanza era seconda solo al dio Lugh, a cui invece era associato proprio Sirio). 

Capella -

Beltane era dedicato al dio Belenus, conosciuto anche come Borvo e Grannos a cui venivano attribuite capacità mediche. In questo periodo le mandrie erano condotte nei pascoli estivi, gli ultimi freddi erano terminati e si poteva far ingrassare il bestiame. E’ noto che la festa di Beltane era una celebrazione in cui il fuoco occupava un ruolo determinante. Durante questa festa avveniva la levata eliaca di Aldebaran, stella che osservata ad occhio nudo, appare spiccatamente di colore rosso, quindi facilmente associabile all’elemento fuoco. 

Aldebaran -

Lughnasa era ritenuta la più importante di tutte le feste, poiché veniva celebrato Lug, chiamato anche Lugus, considerato la maggiore divinità venerata dai Celti, come testimoniato dalle centinaia di reperti archeologici e toponimi scovati in almeno 27 città europee. Il termine gallico “Lug” significa “brillante” o anche “luminoso”. Ad esso erano attribuiti competenze in ambito militare, artigianale e sacerdotale. La festa si svolgeva durante l’estate, a metà strada tra il solstizio d’estate e l’equinozio d’autunno. Era il periodo in cui si concludevano i contratti matrimoniali. La stella associata ad esso era Sirio, la stella più luminosa del cielo, di un bianco brillante, elemento principale della costellazione del Cane Maggiore. 

Sirio -

Dai calcoli astronomici, riferiti all’ Età del Ferro, le date di levata eliaca dovevano essere queste: 
  • Antares sorgeva con il Sole il 16 novembre, 
  • Aldebaran il 7 giugno, 
  • Capella il 18 marzo, 
  • Sirio il 25 luglio. 

L’origine di Halloween, dunque, sembra essere fortemente legato allo studio dei fenomeni astronomici, che per il popolo celtico rappresentava una vera e propria forma di “sopravvivenza”. 
Sebbene siano stati proprio i Celti, a far nascere alcune leggende che ancora oggi rappresentano gli ingredienti salienti della notte di Halloween, le motivazioni che portarono alla sua nascita erano ben più di ordine pratico, e meno “scenografiche” e misteriose. 
Del resto nemmeno la Chiesa l’ha mai completamente debellata, visto e considerato che il 2 di novembre, giorno successivo a Ognissanti, si commemorano defunti. 

Fonte: www.argod.it
Testo: Dott. Andrea GRANA 
Fotografie: fonte internet 
Fonte bibliografica di archeoastronomia: 
LE CONOSCENZE ASTRONOMICHE DEGLI ANTICHI CELTI (Adriano GASPANI) 
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