martedì 8 novembre 2011

6 giorni sulla Terra

Gli alieni non arriveranno dal cielo... sono già dentro di noi.
Il dottor Piso, un coraggioso scienziato, studia da anni l'inquietante fenomeno delle alien abductions (rapimenti alieni) attraverso l'ipnosi. L'incontro con la giovane Saturnia lo porterà a scoperte ancor più sconvolgenti, conducendoci nella realtà nascosta per millenni dietro le quinte della storia... 


Sei giorni sulla terra non è un film di fantascienza… sembrerebbe un’affermazione magrittiana di primo acchitto e invece è proprio il regista Varo Venturi che vuole togliere questa etichetta, capace di attrarre un folto pubblico di aficionados ma anche di stravolgere il senso di un progetto fortemente voluto per risvegliare le coscienze. Alla base della trama il succo di centinaia di sedute di ipnosi regressiva che svelano una realtà agghiacciante. L’umanità come esperimento genetico per ospitare una serie di entità aliene che alla stregua di parassiti ne sfruttano l’energia cercando di catturarne l’anima immortale. 
Si dimentichi il tenero E.T., si può smettere di rivolgere l’occhio al cielo per cominciare a fare i conti con una realtà ben più amara… l’essere umano come “contenitore” all’interno del quale, la maggior parte del tempo inconsapevolmente, si agitano forze e volontà altre. 

Dunque la (fanta)scienza incontra la religione e c’è da giurare che se in parecchi hanno il dubbio che esistano forme di vita extraterrestre sono molto meno quelli che metterebbero la mano sul fuoco sul fatto che il demonio non esista. A livello filosofico si tratta di un’intuizione mica da poco, a livello cinematografico ne esce fuori un cross-over coi fiocchi, altro che licantropi e vampiri... 

E veniamo al film, preceduto da critiche scalcagnate è invece una bella sorpresa. Una produzione tutta italiana che con investimenti contenuti è riuscita a mettere su un’opera con un’identità stilistica notevole partendo da una regia niente affatto scontata, una fotografia impressionista che usa la luce come fosse un elemento di scena vero e proprio. Effetti speciali pochi ma dignitosi e sufficientemente evocativi per una storia che tiene col fiato sospeso, a tratti disturbante. Non privo di una certa ironia e con la capacità di fotografare mondi solitamente nascosti ai più, Sei giorni sulla Terra si lascia vedere senza lasciare indifferenti. Interpreti giusti, dal regista che si ritaglia la parte del prete gesuita depositario di verità nascoste passando per l’interprete principale che è una versione un po’ più fashion di Malanga, fino alla giovane Laura Glavan che si destreggia abilmente tra la parte umana e quella aliena con un’immedesimazione che difficilmente non si imprimerà nella memoria dello spettatore. 
TRAMA (spoilers) 
Il professor Davide Piso è un intraprendente scienziato e ufologo che studia da anni il fenomeno dei rapimenti alieni (o "alien abduction"), giungendo alla conclusione che alcune razze extraterrestri presenti da millenni sulla Terra, impiantano le proprie personalità nel cervello degli umani rapiti per usarli come contenitori da abitare ed usufruire di quell’ambita energia che lui definisce “anima”. Agendo con un ingenuo e passionale ideale di salvare l’umanità, Davide, assieme alla sua capace e fedele equipe, ha sviluppato una straordinaria e temeraria tecnica ipnotica con la quale oltre a far rivivere ai rapiti le loro spaventose esperienze, riesce a comunicare con i parassiti alieni, per poi scacciarli dal corpo che occupano. 
Tutto cambierà quando entrerà in scena Saturnia, una seducente diciottenne che si dichiara essere un’addotta, la quale gli chiederà aiuto usando un’ambigua seduzione a cui Davide, in crisi per le serie difficoltà provocate dalla sua “scomoda” attività, non saprà resistere. 
Ecco che si ritroverà così di fronte ad un caso imprevisto, più simile ad una tradizionale possessione demoniaca: una volta messa sotto ipnosi, la ragazza resterà nello stato di trance, lasciando il posto a una potente entità aliena discendente da remote e divine dinastie mesopotamiche, Hexabor, il quale afferma di essere il primo essere alieno in grado di poter abitare definitivamente nel corpo di un essere umano per poter poi condurre la sua specie all’incarnazione definitiva. 
Successivamente si viene a scoprire che Saturnia appartiene ad una potente famiglia dell’aristocrazia nera, la quale – in collusione con i poteri occulti - avrebbe tutte le intenzioni di voler riavere la figlia con dentro l’ospite alieno; ciò costringerà Davide e la sua squadra a trattenere, nascondere e sedare continuamente la ragazza per acquistare tempo sperando di trovare una soluzione. Ma questo sarà però considerato dai genitori di Saturnia un vero e proprio rapimento, e giungerà a provocare l’intervento di vari servizi segreti, trascinando l’equipe scientifica in un avventuroso intrigo internazionale di 6 giorni, a Roma, braccati ed in corsa contro il tempo, continuamente minacciati dal potere seduttivo e manipolatore di Hexabor. E proprio qui, a Roma, un enigmatico esorcista gesuita aiuterà il professore a trovare un rivoluzionario espediente, una sorta di esorcismo tecnologico in grado di liberare Saturnia e tutta l'umanità fortemente in pericolo.
La visione di questo film apre di fronte al pubblico uno scenario completamente nuovo, non più astronavi, combattimenti pieni di effetti speciali, e la liberazione del mondo dagli alieni grazie agli americani....questa volta gli alieni sono dentro di noi, usufruiscono a nostra insaputa della nostra energia. Già a questo punto, lo spettatore, nuovo a questi argomenti si troverà spiazzato ad affrontare questa nuova concezione della realtà alienologica, già dalle prima scena in cui Davide Pisu ipnotizza una ragazza, ricalcando una vera seduta di ipnosi in tutto e per tutto, ci rendiamo conto della piega rivoluzionaria dell'intera pellicola. 
Si, perché se 6 giorni sulla terra è una pellicola unica nel suo genere, per la prima volta viene proposto sul grande schermo ciò che al grande pubblico non è mai stato mostrato, la sintesi di anni e anni di studio condotti realmente su un elevato numero di addotti, ovvero persone che hanno subito il rapimento da parte di esseri extraterrestri, e che hanno portato alla luce una realtà sconcertante, un mondo dove gli alieni sono da sempre presenti e dove tutto viene messo a tacere dai poteri forti. 
Forze militari, Chiesa e massoneria si uniscono in un vortice dove nulla sembra essere più distinto, l'addotta Saturnia, protagonista chiave del film, dialoga con l'esorcista come dialoga con il ricercatore Davide Pisu, le entità in gioco sono le medesime, è una questione di terminologia come afferma Padre Trismegisto, interpretato dallo stesso Varo Venturi
Nel film risulta chiaro che la chiave di liberazione del problema alieno risiede esclusivamente nell'innalzamento del livello di coscienza, e questo avviene tramite una metodica studiata realmente dallo stesso Malanga che però nell'attuazione pratica non è stata mai provata. 

In sintesi 6 giorni sulla terra rappresenta un film estremamente coraggioso, unico sicuramente nel suo genere, e rappresenta una chiave di svolta nel cinema indipendente italiano. Esso non si limita a descrivere le esperienze di abduzione, ma si svolge come un intreccio che mette insieme possessioni demoniache, barcode satanici, frequenze dell'anima, Nuovo Ordine Mondiale e Rettiliani
Tutto quì? In realtà la cosa è più complessa dato che in pratica, a parte la vicenda fantasiosa su Hexabor di Ur, il film è ispirato dagli studi del sopracitato dott. Corrado Malanga. I






CHI E' CORRADO MALANGA?
Corrado Malanga è ricercatore per il dipartimento di chimica organica presso l’Università di Pisa. Comincia sin da giovane ad interessarsi attivamente di ufologia, tanto che entra a far parte del Centro Ufologico Nazionale quando è ancora uno studente entrando nel suo direttivo per trenta anni. È stato columnist di importanti riviste di settore quali Ufo Network, Notiziario Ufo, Stargate, Stargate Magazine, Dossier Alieni, Area 51, nonché collaboratore di due opere enciclopediche sugli UFO, ed è stato a più riprese invitato dai principali network radio televisivi italiani per dibattere il tema degli alieni. 
Fra le più importanti ricerche effettuate da Corrado Malanga ricordiamo gli studi sulle analisi al suolo di tracce di presunti atterraggi UFO e gli studi sul fenomeno dei Cerchi nel Grano (Crop Circle). 
È autore de "I fenomeni BVM" (Mondadori) con R. Pinotti attuale presidente nazionale del CUN. 

Dal 1998 concentra i suoi sforzi sul fenomeno dei rapimenti alieni, da lui ribattezzati interferenze aliene, che studia attraverso PNL e regressione ipnotica

Corrado Malanga inizia il suo viaggio nella realtà complessa delle abduction aliene analizzando un ragazzo ligure da cui poi venne tratto un libro intitolato “Gli UFO nella mente: interferenze aliene” edito da Bompiani nel 98. 
Questo ragazzo, Valerio Lonzi scrive un giorno su un giornale che lui si ricorda in un campeggio a Reppia, vicino Genova, che era stato prelevato da... aveva visto una palla luminosa con dei suoi amici, non si ricordava altro, e che si era ritrovato il giorno dopo con tre cicatrici di quindici centimetri sulla schiena. Letto ciò Malanga si è recato dal ragazzo per intervistarlo e ne è nata la nuova passione. 
Dopo la vicenda di Valerio Lonzi in molti hanno contattato Malanga perché ritenevano di aver subito un rapimento alieno e lui ha iniziato a studiare i casi attraverso la regressione ipnotica che, almeno è quanto sostiene lo scienziato, ha la capacità di portare alla luce eventi rimossi dalla parte cosciente della nostra mente. Rimozioni che sono state indotte dai rapitori alieni, ma che continuano ad esistere a livello subcosciente. 

Ma gli studi di Malanga si spingono oltre riprendendo le teorie evoluzionistico-creazioniste di Sitchin fino ad asserire che le possessioni demoniache non sono altro che manifestazioni dell'ospite alieno che si trova nei corpi degli addotti e che l'anima è un'energia strettamente legata al DNA umano che ha la capacità di contrastare il manifestarsi dell'alieno che ospita il corpo del posseduto. 
In pratica durante l'abduction un essere alieno penetra nel corpo del rapito e lo ospita standosene in sordina quieto quieto , ma non di rado parla al suo interno facendo percepire al posseduto che c'è qualcosa di strano dentro di lui. Il problema è che l'anima è più potente dell'ospite alieno, ma lui riesce a indebolirla. 
Malanga tramite regressione ipnotica sostiene che è possibile venire in contatto con l'entità aliena, risvegliare l'anima e così liberare il posseduto. Un modo per dare una parvenza di scientificità alla questione delle possessioni demoniache. Una sorta di esorcismo. 

Ma quale sarebbe lo scopo degli alieni? Malanga sostiene che lo fanno per essere immortali e descrive anche come fanno: l’ipotesi di Malanga è che gli alieni, poco prima di morire, inseriscono all’interno di un cervello umano la loro memoria estraendola in seguito per innestarla in un nuovo corpo alieno da poco creato. In questo modo il giovane alieno continuerebbe la sua vita con la memoria del vecchio alieno, per il quale non ci sarebbe stata una vera e propria fine, ma una sorta di pausa tra un corpo usato ed uno nuovo. 
Il giovane alieno inoltre, mantiene all'interno della sua memoria i ricordi del carrier, ovvero del trasportatore umano il cui cervello ha fatto da contenitore per diversi anni. Questo meccanismo chiarirebbe secondo Malanga la descrizione che gli addotti fanno degli alieni dicendo che già da piccoli loro sanno ogni cosa, non hanno bisogno di andare a scuola. 
Secondo Malagna questo chiarirebbe soprattutto alcune frasi pronunciate dai soggetti in stato di ipnosi il cui significato era inizialmente incomprensibile: alla domanda 
“che cosa vogliono?” 
veniva infatti risposto 
“vogliono l’immortalità”. 
Alla fine di un lungo percorso, all'interno della mente dell’ultimo dei carriers sarebbero così presenti le memorie delle vite dei precedenti carriers e dell’alieno in pratica una vita virtualmente infinita. 

Riguardo alla questione dell'anima, Malanga sostiene che è "una sorta di campo elettromagnetico con una coscienza di essere". La cosa interessante è che non tutti abbiamo questa forma energetica, anzi la maggior parte degli uomini ne è priva, in barba a tutte le concezioni religiose, ma stranamente tutti gli addotti ce l'hanno, forse agli alieni interessa prenderne possesso non saprei. 

Una cosa molto interessante è un test di autovalutazione per addotti , realizzato da malanga, che fornisce una prima idea sul se si è avuta una interferenza aliena oppure no dacompilare e poi inviare ad uno dei suoi collaboratori. È scaricabile QUI

Sito ufficiale: www.6giornisullaterra.com

Leggi anche La fisica delle Abduction di Corrado Malanga -43 pagine in PDF.


Fonti:


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...