sabato 19 novembre 2011

Il più grande complottista del secolo

La regola è semplice: se scrivi cose false o palesemente senza senso, nessuno ti considera. Se invece scrivi cose vere o ragionevoli che nessun altro scrive, nessuno ti considera lo stesso. Ma se siete in dieci, cento, mille, centomila a trovarle ugualmente ragionevoli e se, grazie alla rete, le condividete con altre 10 persone che le trovano ragionevoli a loro volta, allora create una tale massa critica che ignorare la questione diventa controproducente.


Matrix - Claudio Messora: Economia Vs Politica di byoblu

Il passo successivo, per i tuoi detrattori, diventa cercare di inattivarti. La maniera migliore non è discutere le argomentazioni in sé, proprio perché sono ragionevoli: bisogna togliere l'innesco. Ed ecco la tecnica: si inserisce l'autore della riflessione sgradita in uno stereotipo che nell'immaginario comune ha una valenza negativa. In quel modo tutto il potenziale esplosivo, privato del detonatore (la credibilità), non è più buono neppure per accendersi una sigaretta. Non importa cioè cosa qualcuno dica o pensi realmente, perché non c'è più bisogno di discutere: qualsiasi cosa provenga da quella fonte lì è automaticamente destituita di ogni fondamento. Per fortuna le cose non vanno sempre bene. E' un terno al lotto. Screditando una fonte, inevitabilmente si accende anche un riflettore: per tanti che ci cascano, ce ne sono tanti altri che potrebbero trovare più ragionevoli le conclusioni della vittima rispetto alla frettolosità di chi cerca di liquidarla.

Questo, più o meno, è quello che sta accadendo. Da mesi il Corriere della Sera spingeva il nome di Mario Monti. Poi, con un "colpo di spread", in meno di 24 ore Berlusconi si è dimesso e Napolitano ha fatto Senatore a vita un professore che per 59,9 milioni di italiani era un emerito sconosciuto. Dopo qualche giorno era già presidente del Consiglio in pectore
La stampa, parlando di Monti, è riuscita ad omettere per mesi e mesi che fosse una delle tre cariche più importanti della Trilaterale, nonché consigliere internazionale di Goldman Sachs e membro del Bilderberg (più o meno come il suo omologo Papademos in Grecia). 
Incarichi prestigiosissimi che, se non ci fosse stato nulla di male, andavano al contrario sottolineati. Farlo notare a quel punto era solo una questione di mera onestà intellettuale (leggi "tutto tranne democrazia"). Tra l'altro non era neppure la prima volta che ne parlavo (leggi "le sanguisughe del ventunesimo secolo"). 
In Italia, invece, diventa un'affare di Stato.

Improvvisamente, tutti iniziano a parlare di Commissione Trilaterale e Gruppo Bilderberg
I sorrisetti si sprecano su tutti i canali. Qualcuno che invece venga a spiegarci, con molta semplicità, chi siano, cosa facciano e cosa pensino davvero questi club dove i nostri politici si ritrovano per discutere ciò che poi ripeteranno anche in Parlamento non si trova. 
Dopo Servizio Pubblico, mi chiamano anche a Matrix
A quel punto, Mario Monti si spazientisce, apre Google e digita "Ma cosa diavolo è sta minchia di Commissione Trilaterale?", poi va al Senato a chiedere la fiducia e ci tiene a rassicurare tutti circa il fatto che lui non appartiene ai poteri forti. 
Ma neanche lui spiega - e non era certo la sede adatta - cosa pensino della democrazia nell'organizzazione di cui lui detiene una delle tre cariche fondamentali. Oggi Pierluigi Battista, infine, mi onora di un articolo sul Corriere dove mi accredita come il nuovo, l'unico, l'indiscusso re dei complottisti, capace di fare impallidire perfino Giulietto Chiesa (Barnard è innominabile per definizione).

clicca sull'immagine per leggere l'articolo
Eppure la questione è tanto semplice, ma così tanto che, nonostante il clima da guerra civile scatenato da Paolo Barnard (per il quale sono pericoloso come una grappa al mirtillo), alla fine sono riuscito a convincere perfino Claudio Costamagna, che di professione fa il banchiere e che è stato consulente proprio di Goldman Sachs, che di argomenti ragionevoli di cui discutere ce ne sarebbero eccome (vedi video). 
Ma allora, Battista, se chi dice cose ragionevoli è un complottista, quelli che le cose ragionevoli non le hanno mai dette - prima - e le hanno derise - poi - cosa dovrebbe essere?

Faccio ossequiosamente notare che Pigi, oltre a rappresentare il potere editoriale che ha portato Monti a palazzo Chigi, è colui che riuscì a fare un'intero articolo sulla contestazione a Marcello Dell'Utri, il 31 agosto 2010, senza citare le motivazioni della contestazione, ovvero le due condanne per concorso esterno in associazione mafiosa inflitte a un Senatore della Repubblica Italiana. 
Cosa volete che sia, quindi, pubblicare intere monografie senza citare mai la Trilaterale neppure per sbaglio? (e lasciamo per un attimo perdere il Bilderberg) Comunque lo ringrazio di cuore. Ogni persona che mi manda sul blog, è una persona in più che potrà giudicare da sola se farsi una domanda significhi essere complottista o fare semplice informazione.

A questo punto chiedo a Mario Monti in persona di spiegarci, nei ritagli di tempo, che cosa fa e cosa pensano quelli della Trilaterale, e se condivida o meno uno dei suoi primi documenti: the crisis of democracy, dove si sostiene che gli stati sonoparalizzati da un eccesso di democrazia. Ora, io auguro al professor Monti ogni fortuna nel sistemare i mali annosi di questo paese, ma visto che è arrivato dal nulla, in meno di 24 ore, Pigi Battista mi consenta di nutrire qualche ragionevole riservasul significato di quell'eccesso di democrazia che così, a naso, in Italia sembra essere ormai una questione risolta.

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