giovedì 10 novembre 2011

L'Undicesima Illuminazione - Il segreto di Shambhala

La leggendaria Shambhala, la mitica Shangri-La, è incastonata in una oscura valle nella zona Himalayana, sulle montagne del Kunlun. Un regno fatto di spiritualità nascosto agli occhi degli altri esseri viventi che non vi possono accedere. Un regno invisibile che si manifesta solo a chi è capace di comprendere appieno il modo di vivere e di pensare dei suoi abitanti. 


Le leggende dicono che chi entra a Shambhala non tornerà più indietro. Le leggende dicono che i guerrieri di Shambhala arriveranno da est per sconfiggere l’oscurità del mondo creando così una società ideale. I guerrieri non condurranno la loro battaglia con armi e cavalli, ma si serviranno dei singoli campi di energia ampliati che consentiranno alla conoscenza di Shambhala di diffondersi nel mondo visibile. 
“Se coloro che appartengono a religioni diverse non credono fermamente alla connessione con il divino riusciranno ad evitare le preghiere negative, lavorando all’unisono, tutti insieme potremo usare le estensioni della preghiera per assumere il ruolo di Shambhala”

Sulla scia de La profezia di Celestino (le prime 9 Illuminazioni) e de La Decima Illuminazione, l’io narrante racconta un’avventura che tocca le dimensioni del fantastico per insegnare le Illuminazioni.
Il segreto di Shambhala, considerato dal punto di vista della storia in sé, dell’avventura che il protagonista si trova a vivere, è ben strutturata e riesce ad appassionare fino al mistero svelato nelle ultime pagine.
Dal punto di vista teorico si parla di elevazione illuminata, di ascetismo, della dimensione spirituale suprema,  fino ad arrivare al mitico popolo di Shambhala  tecnologicamente e spiritualmente avanzato e con continue visioni sulla realtà umana che riescono persino a plasmare con i loro campi di energia. Un popolo che ha una dimensione spirituale talmente elevata da essersi reso invisibile agli occhi delle persone.
Il protagonista, ormai in piena consapevolezza di sé e delle potenzialità della sua energia vitale, derivante dalle esperienze sugli Appalachi e tra i discendenti dei Maya, nel mondo delle coincidenze e della forza universale, si trova guidato in un’altra avventura sul tetto del mondo da una ragazzina, Nathalie, figlia di alcuni vicini di casa e dotata di poteri psichici. L’amico di sempre, Wil, appare una sera per dargli un appuntamento a Kathmandu dove lo aspetta un nuovo cammino verso la piena conoscenza di ciò che sono state le illuminazioni precedenti. Il suo viaggio deve proseguire verso il nord-ovest del Tibet e proprio al suo arrivo, al posto di Wil, trova Yin, suo amico, che lo conduce fino al saggio lama Rigden la prima porta verso il magico mondo di Shambhala. 
Già al suo arrivo il protagonista si trova di fronte all’ostilità dei cinesi che hanno invaso il Tibet e che stano annientando o tentano di annientare millenni di tradizione e cultura tibetana. Dopo i massacri e le ribellioni pacifiche dei monaci tibetani, la politica distruttiva si è presentata più insidiosa. Il popolo cinese è stato trapiantato nella regione del Tibet per sostituire più o meno lentamente l’identità di un popolo. I cinesi, militari soprattutto, sono in gran fermento e guardano con sospetto i movimenti del nostro gruppo di esploratori fino a che tutti e due vengono catturati dalle guardie guidate da Chang. Il nostro eroe si trova a dover combattere contro l’ottusità mentale del suo nemico. Chang vuole distruggere il mito di Shambhala, è convinto delle potenzialità della mente, tant'è che con un apparato tecnologico riesce a registrare le onde cerebrali del suo “ospite” per poi poterne nei giorni seguenti seguire i pensieri e, quindi, il cammino. 

Proprio nei momenti di maggiore sconforto, il protagonista, si torva a vedere dietro le spalle di Chang una luce che si fa sempre più diffusa e inizia a capire che gli stati mentali negativi che rivolge verso il suo carceriere provocano un blocco della sua energia e, provando a mettere in pratica tutto ciò che nei mesi precedenti aveva imparato, riesce a liberarsi dell’energia del male e a sostituirla con quella positiva. Ed ecco che come per magia le porte di Shambhala si aprono a lui. 

A Shambhala sembra di vivere su di un’altra dimensione, Ani e Tashi sono le prime persone che incontra e che lo guidano tra i suoi misteri. Gli spiegano l’uso dei campi di energia amplificati fino a diventare un unico campo universali e per verificarne l’uso gli spiegano che dovrà recarsi ai templi di Shambhala dove i vari gruppi utilizzano la preghiera per illuminare le zone del mondo, le singole persone che hanno bisogno di energia positiva in quel momento. 

Per arrivare all’Undicesima Illuminazione bisogna imparare le sue quattro estensioni
La prima insegna a mantenere costante il livello di energia acquisito con l’addestramento alle prime 10 illuminazioni. Si tratta di accorgimenti di tipo fisiologico: meditazione, respirazione da una parte e alimentazione corretta dall’altra. L’energia, infatti, si acquisisce in base ai cibi e occorre evitare quelli pesanti, cotti eccessivamente o molto zuccherini che provocano acidità nel corpo. Evitare, quindi, la carne, e frutti come pompelmi e limoni e passare al consumo di maggiore verdura. L’organismo in tal modo acquisisce maggiore purezza e i campi di energia si fanno più estesi, permettendo all’uomo la percezione attenta degli eventi. 
A questo punto si può passare alla seconda estensione che insegna a restare sempre in uno stato elevato di attenzione sulla sincronicità degli eventi. Il richiamo agli insegnamenti de La profezia sono molto più evidenti che nel resto, in quanto lo stato di aspettativa positiva significa adottare un atteggiamento fiducioso che rende più forte l’energia e la sintonia con l’universo intero. 
La terza estensione pone l’accento sul contatto con gli altri. Dal benessere individuale a quello universale. Una volta agito sul proprio campo di energia, occorre indirizzarlo verso gli altri per innalzarne i campi singoli di energia. In pratica si parla di influenze positive sugli altri uomini non per rendiconto personale, ma nell’interesse di tutti. Un po’ come quando nella nostra vita ci capita di restare inconsapevolmente influenzati nelle nostre azioni dalla presenza, dal pensiero, dall’atteggiamento di qualcuno che incontriamo sul nostro cammino. 
La quarta estensione, la più complessa, insegna ad eliminare i pensieri negativi che portano solo eventi altrettanto nefasti, ad abbattere fino alla radice i sentimenti di rabbia e di aggressività (esattamente come nelle filosofie orientali) e a sostituirli con stati d’animo e pensieri positivi. 
Nella storia il protagonista non riesce ad eliminare del tutto i pensieri negativi e ogni qual volta l’istinto lo guida verso la rabbia o anche solo la paura (verso i suoi carcerieri che lo inseguono) le sue difese si allentano e il suo campo di energia si abbassa. Persino a Shambhala, inconsapevolmente, si lascia dominare dalla paura e ciò provocherà la distruzione prima dei templi e poi della stessa mitica città. 

Nel momento in cui i portali per l’ingresso a Shambhalà diventano visibili ai cinesi, il gruppo composto dal protagonista (di cui non abbiamo nome), da Wil e Tashi scappa verso i templi che crollano poco alla volta capirà il significato della quarta estensione e, quindi, dell’undicesima illuminazione, guardando i gruppi di guerrieri della luce che avvolgono con le loro preghiere uomini, donne, bambini nel resto del mondo. 

Ai templi Redfield trova l’occasione per dare sostegno alle idee sulla medicina naturale rispetto alle scoperte al limite della fantascienza delle industrie farmaceutiche, sull’agricoltura biologica rispetto agli esperimenti transgenetici e, infine, all’esigenze di unità delle religioni di tutto il mondo. Mentre tutto crolla a Shambhala il gruppo riesce a trovare un portale per tornare a casa, mentre gli altri guerrieri si disperderanno nel resto del mondo come la leggenda narrava. Era scritto che Shambhala dovesse trasferirsi in un altro luogo, ma non in uno preciso, ma doveva diffondersi ovunque grazie ai bambini concepiti a Shambhala ma mai nati in quella terra magica. Quei bambini dotati di facoltà straordinarie con il tempo faranno rivivere il paese delle leggende. 
Idee nuove appaiono in questo romanzo che ho vissuto con minore partecipazione rispetto alla profezia, ma che emana comunque una certa dose di fascino suggestivo. 
Nuove figure sono introdotte quali quelle delle dakini della tradizione tibetana (o angeli secondo la nostra) che interagiscono con gli uomini considerati strumenti di Dio in uno scambio continuo di energia. 
Viene svelato il concetto e l’uso della preghiera, intesa non in senso cattolico come richiesta a Dio di un intervento benevolo, ma come un’affermazione che le aspettative di ciascuno si possano realizzare. 
Su questo particolare punto Redfield cita gli studi medico-scientifici di Larry Dossey sulla preghiera-energia. 
E, quindi, l’esigenza di unità delle religioni mondiali 
“l’esperienza religiosa è esattamente la stessa. E’ solo che ogni religione sottolinea aspetti differenti dell’interazione mistica con Dio”. 
In definitiva, l’"unificazione delle religioni" sarà "il segno che i segreti di Shambhala cominciano a essere conosciuti". 
Nelle note finali del libro il gruppo riesce a trovare un portale per tornare a casa e il nostro eroe, Tashi, Wil, Nathalie si trovano insieme ad un pastore protestante, ad un sacerdote cattolico, ad un religioso induista a creare un grande campo di energia che regalerà loro il segreto finale di Shambhala. 
"L’unificazione delle religioni sarà il segno che i segreti di Shambhala cominciano ad essere conosciuti”.
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