sabato 17 dicembre 2011

New Age - L'era dell'Acquario

"La vostra visione apparirà più chiara soltanto quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all'esterno, sogna. Chi guarda all'interno, si sveglia." (Karl Gustav Jung).
Di New Age (Nuova Era) si comincia a parlare fin dal 1944, allorché Alice Bailey, promotrice di un ramo dissidente della Società Teosofica, usa il termine nei titoli di alcuni suoi libri Discepolato nella Nuova Era, N.Y. 1944; Educazione nella Nuova Era, N.Y. 1954.


Tuttavia l'uso contemporaneo del termine si fa risalire a David Spangler, che iniziò a divulgare la propria concezione della Nuova Era nel 1967, raccogliendo in uno scritto del 1973 le sue riflessioni più significative: The New Age Vision (edito in Scozia).
Spangler dice chiaramente di aver usato come punto di riferimento delle sue riflessioni un testo dell'esoterista francese Paul Le Cour (1871-1954), L'età dell'Acquario, del 1937.
L'era dell'Acquario è l'era astrologica che segue quella attuale dei Pesci, in base al ciclo astronomico della precessione degli equinozi, che dura in tutto circa 25800 anni. Poiché i dodici segni, da un punto di vista astrologico, sono di eguale estensione, ogni era durerebbe un dodicesimo di 25800 anni cioè 2150 anni. Secondo calcoli di volta in volta diversi, ma grossolanamente sovrapponibili, l'era dei Pesci sarebbe iniziata intorno all'anno 1, cioè con la nascita di Gesù Cristo, il cui simbolo è appunto il pesce.  L'età dei Pesci coincide con quella del nostro cristianesimo gerarchico e politico (sotto il segno di S. Pietro), mentre quella dell'Acquario rappresenterà un cristianesimo spirituale ed esoterico (sotto il segno di S. Giovanni). 
[Da notare che l'acrostico formato dalle parole greche che indicano Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore ha delle iniziali che in greco danno la parola "pesce".]

Altro modo di distinguere l'Età dei Pesci da quella dell'Acquario: la prima è determinata da razionalità, conformismo, paura, dolore, fanatismo, violenza; la seconda invece è caratterizzata da emotività, espressività del corpo, energia di mente-spirito, visione magica del mondo. I seguaci del New Age vengono detti anche Acquariani.
Successivamente negli ambienti astrologici di lingua inglese vi furono grandi discussioni: alcuni sostenevano p.es. che siamo già entrati nell'era dell'Acquario, altri invece che ci restano 300 anni.
Le riflessioni su questi temi si sono mescolate negli anni '60 con temi derivanti dall'astrologia indo-buddista e precolombiana. P.es. si arrivò a dire che prima dell'era dei Pesci c'è stata quella dell'Ariete (Mosè e la storia del popolo ebraico) e prima ancora quella del Toro: di qui la venerazione di questo animale sacro nella civiltà micenea e in quella egizia.

Subito si sono cercati i paralleli con le profezie del monaco calabrese Gioachino da Fiore (1145-1202), che, commentando le 42 generazioni bibliche di 30 anni ciascuna, riportate nella genealogia di Gesù secondo il vangelo di Matteo, divide la storia del genere umano in tre grandi epoche: del Padre (o della legge o del V.T.), del Figlio (o della grazia o del N.T.) e dello Spirito (o di una grazia maggiore). 
(L'età del Figlio avrebbe dovuto concludersi intorno al 1260). 
Altri paralleli sono stati cercati nel Sufismo islamico e nella filosofia gnostica.

La New Age pretende di avere una visione di umanizzazione totale, olistica. Si praticano tecniche di espansione della coscienza, medicine alternative (omeopatia, aromaterapia, cristalli, bioenergetica, agopuntura, reflessologia: p.es. manipolazione del piede per migliorare le funzioni del fegato), astrologia e channeling (o comunicazione con le entità del mondo invisibile). Esiste anche la padronanza del corpo mediante le arti marziali e la danza sacra, la cassa d'isolamento sensoriale e le terapie dolci e naturalistiche, mediante l'arte floreale (ikebana), l'ecologia mistica, il vegetarianesimo, l'attenzione per le forze geodetiche.

La New Age vuole raccogliere in unità tutto ciò che è diverso, ivi incluse le religioni. È un nuovo paradigma, anche se in realtà la tradizione della legge dei cicli dell'umanità si ritrova in grandi civiltà (indiana, greca, egiziana, sumera, indù, cinese). 
Con questo millennio sta per concludersi l'età del Ferro (6.840 anni), preceduta da tre età: Oro (25.920 anni), Argento (19.440 anni) e Bronzo (12.960 anni); intorno al 2160 inizierà l'età dell'Oro per chiudere il ciclo di tutte le età". 
[In effetti, nella tradizione induista sta per aver fine l'Età Nera, preludio dell'Età dell'Oro.]

Nel 1980 è uscito il libro di Marilyn Ferguson, Cospirazione dell'Acquario, col quale per la prima volta si mette in relazione la New Age con le più recenti scoperte scientifiche sul cervello, le quali sostengono che l'essere umano utilizza solo una piccola parte di tutte le potenzialità del cervello.

David Spangler, figura di punta del movimento, definisce il nuovo paradigma di pensiero con 5 aggettivi: olistico, femminista, mistico, planetario, interattivo. L'umanità deve radicarsi nella natura, l'individuo deve essere incoraggiato a comportarsi in maniera autonoma in una società decentralizzata, amministrando tutte le sue risorse (interne ed esterne); deve dotarsi di immaginazione e inventiva; dev'essere capace di nuove sperimentazioni.
Di fondamentale importanza sono dunque la pratica della meditazione, l'ascolto di un certo tipo di musica, le escursioni naturalistiche, l'astrologia e la numerologia (che possono essere utilizzare anche per selezionare candidati a un impiego)

La New Age non parla di "creazione di Dio" ma di "Dio come anima del mondo", non oppone "creatura e creatore", ma afferma, in maniera mistica, il panenteismo: Dio è nel mondo e il mondo è in Dio. 
Non ci sono chiese istituzionali né gerarchie sacerdotali, ma contatto diretto e immediato con la divinità. Le somiglianze con l'esoterismo, l'occultismo, lo sciamanesimo, l'animismo, il tantrismo sono molto forti. Si crede anche nella reincarnazione. Il punto di partenza resta sempre l'IO: i problemi sorgono qui e qui devono trovare soluzione.

"Santuari" della New Age: Esalen (collina tra San Francisco e Los Angeles); Findhorn-Fondazione (Scozia settentrionale, non lontano dal lago di Lochness).
Nel 1994 è nata la prima università New Age riconosciuta dal governo USA: "Scuola Nizhoni per la consapevolezza globale", nel New Mexico, in territorio Navajo (nella sua lingua nizhoni significa "la via della bellezza"). Oltre al diploma liceale la scuola offre dei Corsi universitari su Business Internazionale, Energia ed Ecologia, Arti, Lingue e Spiritualità, Geografia e Matematica. Si pratica meditazione yoga, si cammina su carboni ardenti Gli studenti vivono in comodi dormitori situati nel mezzo del parco della scuola. La dieta è vegetariana; droghe, alcol e sigarette sono vietati per tutti.


Quali sono i costrutti filosofici alla base del New Age?
Il sociologo Giampaolo Fabris efficacemente scrive: <<Sembrerebbe che al declino dell'impegno politico tradizionale, dei grandi movimenti collettivi e delle ideologie, stia subentrando una molteplicità di inediti e intimisti percorsi di emancipazione. Che potrebbero anche trasformarsi in una dirompente massa d'urto>>.
Sulla base dell'analisi operata da Massimo Introvigne, e dal gruppo di lavoro del Centro Studi sulle Nuove Religioni di Torino, egli elementi strutturali di questa "nuova filosofia spiritualista post-moderna", detta New Age, sono:
  • il privilegio dell'esperienziale: non si tratta più di credere, non basta più leggere, ma vi è la volontà di vivere in prima persona le esperienze;
  • quale tipo di esperienze si ricercano? Esperienze che possiamo definire di "contatto con realtà non-ordinarie", che hanno a che fare con entità spirituali, angeli, fratelli cosmici... o più genericamente un interesse verso esperienze occulte, esoteriche, parapsicologiche o transpersonali;
  • il tentativo di autotrasformazione o crescita personale per mezzo di particolari tecniche psico-corporee, esoteriche o d'ispirazione orientale (meditazione, yoga, visualizzazione creativa, reiki, ritualistica sciamanica...);
  • diffidenza nei confronti dell'idea di "religione" cui si sostituisce una più sfumata concezione di "spiritualità";
  • concezione olistica del sacro e l'idea di "coscienza planetaria": rifiuto della concezione dualista cristiana della separazione fra il piano dell'umano e del divino: si parla della scintilla divina che arde in ciascun uomo e si dice "Noi siamo Dio", non ci si rapporta più ad un Dio personale ma piuttosto ad una sorta di energia cosmica divina:
  • ricerca di una felicità privata, nel qui e ora;
  • manifestazione di uno stato d'animo ottimistico;
  • rifiuto del concetto cristiano di "peccato" cui si sostituisce la nozione di "malattia";
  • primato dell'amore: un comportamento è giudicato retto e giusto quando è ispirato dal principio dell'amore.
L'elemento più importante, innovativo e rivoluzionario apportato da questo Movimento è una Nuova Epistemologia, in altre parole un nuovo modo di conoscere dell'uomo.
La crisi più grave che ha investito la fine del secolo scorso non fu dovuta tanto alla crisi delle ideologie politiche ma alla problematizzazione della scienza, un crollo dei paradigmi scientifici che ha permesso di aprire nuovi orizzonti anche al mondo del religioso.

Vi è l'emergere del relativismo filosofico
Viviamo in un'epoca, che i sociologi chiamano l'"Era del Postmoderno", che è successiva al cedimento dei miti centrali della passata modernità, prima fra tutti la ragione illuminista e l'idea di progresso.
Quest'epoca, la post modernità, è l'era in cui non si crede più che per ogni domanda esista una sola risposta, "razionale" e "scientifica". Ciascuno formula la risposta che più gli aggrada e non vi è nessun criterio per affermare che una risposta sia più o meno vera di un'altra. Ne consegue sul piano filosofico una "teoria dell'interpretazione infinita" secondo cui ogni oggetto di riflessione può assumere significati infinitamente diversi.
Caduti i miti della passata modernità, per una percentuale significativa di persone oggi la scienza non è più sicura della magia, la medicina della fede nelle guarigioni miracolose, e cosi via.
Questo panorama segna l'emergere del relativismo assoluto dove il reale è semplicemente un fascio di infinite possibili interpretazioni soggettive.

Questa è l'"epistemologia debole": non vi è Verità, e se esiste e per l'uomo inconoscibile. Ognuno di noi ha una sua verità. Ognuno di noi può letteralmente crearsi la sua verità personale.
Attualmente vi è un rifiuto radicale della ragione come dispositivo unico di conoscenza, e si fa strada un ritorno romantico, l'euristica dell'irrazionale, dell'intuitivo e una spiritualità laica. Si passa da una modalità di tipo maschile, analitico, scientista, tecnicista, oggettivista, ad un modo di conoscere e di fare esperienza del mondo e delle cose di tipo femminile, intuitivo, soggettivista, emozionale.
Alla fine di tutte le conoscenze scientifiche, in epoca moderna, non era rimasto altro che una concezione del mondo come caos, in quanto le scienze sembravano non essere più in grado di offrire una visione globale, unitaria e coerente della natura e degli stati del mondo. Dunque, smarrimento e nichilismo sembravano essere i risultato ultimi del mondo.

Si impone una nuova chiave di lettura del mondo, si fa strada la nozione neoromantica e neospiritualista (alla Bergson) di "organismo vivente": la natura e il mondo non sono guidati dal caos e dal disordine ma, come ogni sistema vivente, compreso il microcosmo umano, ha una sua auto-organizzazione, riconducibile al grande grembo materno in cui è possibile ricomporre tutte le tensioni, in un contatto mistico. Questa nuova visione mira a coinvolgere l'uomo d'oggi a comprendersi in senso mistico-ecologico.
L'orientamento analitico del prassi scientifica, tanto della fisica quanto della psicologia, ha sbriciolato l'uomo scomponendolo in un fascio di elementi non interattivi... invece strada l'esigenza di una ricomposizione, di una visione globale ed olistica dell'essere umano... verso una sintesi perfetta di Ragione ed Emozione.

In ambito filosofico l'indirizzo Ermeneutico ha dato una base epistemologica all'ideologia New Age.
L'ermeneutica mira a comprendere invece che a spiegare. L'oggetto dell'ermeneutica è il vissuto e non il dato o l'evento accertato.
L'approccio ermeneutico permette di superare la divisione fra razionale/irrazionale: ciò che appare irrazionale ed illogico diviene intelligibile e comprensibile, e ciò consentito grazie al relativismo delle categorie interpretative. La potenza dell'approccio ermeneutico consiste nel fatto che esso permette di superare le antinomie che sorgono dalla mitologia della Verità Oggettiva a tutti i costi (questo mito della Verità è ancora presente tanto negli ideali positivisti degli scientisti, quanto nei proclami fideisti di certe correnti spiritualiste)
L'uomo non può trascendere i propri limiti dirigendosi verso un sapere totale e concluso, in quanto il nostro sapere è, e rimarrà, parziale, inevitabilmente finito e costitutivamente aperto .
A questo punto è importante capire, e rassegnarci, che la Vera Verità, la Super-Verità, non esiste in sé per sé e, se mai è esistita, è per sempre sepolta nel soggetto e non fuori di esso.

Le classificazioni, i sistemi teorici, i paradigmi, etc., sono l'espressione del naturale bisogno della cognizione umana di diminuire la complessità sentita come spiacevole; inoltre ci consentono di creare un nostro codice che permette di riconoscerci reciprocamente come membri della comunità dei parapsicologi. Le teorie organizzano, dirigono e predeterminano il conoscibile. Ma come avvertono gli epistemologi tali paradigmi, come le normatività, sono transitori.
Il posto lasciato vuoto dalla verità è essenziale per il progresso della conoscenza. Tutte le volte in cui si assume la Verità, che inevitabilmente diviene Assoluta, il progresso si interrompe.

La conoscenza è un gioco avvincente. Prendiamo come metafora il gioco del 15. Le tessere numerate che si spostano, si ordinano e si ricombinano sul quadrante sono i frammenti del testo, elementi che ordiniamo in un sistema o in una classe, per dotarli di un senso o di un significato. Il significato emerge dalla relazione, dall'opposizione, dalla differenza degli elementi. Questo processo significativo di riposizionamento continuo è consentito dallo spazio vuoto, lasciato mancante dall'assenza del sedicesimo pezzo, rappresentato dalla Verità. Grazie a questa tessera mancante, béance, è possibile il funzionamento del dispositivo conoscitivo. Questo sedicesimo elemento, perennemente mancante, è la posizione ultima della Verità, il fine. Per fortuna in virtù di questo spazio vuoto è possibile l'eternità dell'impresa conoscitiva, e del progresso scientifico in particolare. Chi invece inserisce nel proprio quadrante la sedicesima tessera, la Verità, interpreta dogmaticamente tutto alla luce di questa Verità unica. Purtroppo però le tessere per quanto possano essere approssimativamente ordinate (siamo uomini!) saranno scomposte, e comunque immobili: un disordine statico. Questo è l'errore, sia degli scientisti-positivisti, sia degli spiritualisti. In quel discorso "delirante", non illuminato dal dubbio, impermeabile alla critica, il significato irradiato dalla numinosa Verità è onnicomprensivo.
Come si vede è positivo che la Via della Conoscenza manchi costantemente del fine ultimo: la Verità, nucleo irriducibile all'analisi. La Verità è il miraggio verso cui tendiamo.
La metafora della conoscenza come gioco del 15 implica assumersi il fatto che siamo chiusi entro un perimetro: i limiti del sapere, la fallibilità, dati dalla nostra umana condizione.
La via verso la Verità è un cammino illimitato nel tempo, perché continuo, fatto di progressioni e regressioni, e illimitato nello spazio, poiché la meta è sospinta sempre più avanti.

Il movimento neospiritualista si propone di superare lo scientismo, aspirazione che si fa strada anche in certa epistemologia. Il filosofo della scienza Paul Feyerabend, dimostrando l'inconsistenza dell'autorità del metodo scientifico, ridimensionandone la portata teorica e sociale nel mondo contemporaneo, afferma che la scienza è solamente uno fra i diversi strumenti inventati dall'uomo per far fronte al suo ambiente, e che, oltre alla scienza, esistono molti altri modi di costruire concezioni altrettanto valide: come i miti o la metafisica. Feyerabend, nel suo programma, indica come necessario per il progresso del sapere scientifico e della cultura nel suo complesso, uno scambio fecondo fra la scienza e le concezioni non-scientifiche del mondo... verosimilmente questo sarà lo scenario del prossimo decennio.

Fonte: http://www.homolaicus.com

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