venerdì 10 febbraio 2012

Nasa 2012: tempesta solare e black out

La Nasa ha recentemente pubblicato un rapporto redatto dalla National Academy of Science, secondo il quale tra il 2012 e il 2013 si verificherà un massivo aumento dell’attività solare. Il fatto che, secondo l’ormai famigerato calendario Maya, il 21 dicembre 2012, segnerà la fine di un’era dell’umanità, non fa che alimentare il catastrofismo e c’è già chi dice (non la NASA) che sarà proprio una super tempesta solare a causare questo drammatico cambiamento. 


L’attività solare è un fenomeno ciclico della durata di 11 anni, durante i quali si passa da una bassa ad un’alta attività solare. Durante questi periodi, le emissioni di materia dalla corona solare generano il cosiddetto vento solare, composto da particelle di energia che vengono scagliate a velocità molto elevate verso l’esterno. Quando queste particelle colpiscono la Terra, vengono schermate dal campo magnetico terrestre, una sorta di scudo che ci protegge dalle radiazioni, altrimenti mortali, che la nostra stella emette. 
Quando queste tempeste sono di grande intensità possono causare danni alle telecomunicazioni o ai sistemi elettrici, per questa ragione i catastrofisti hanno predetto una crisi economica senza precedenti, derivante dal blackout delle comunicazioni. La realtà è ben diversa. 

Abbiamo imparato a prevedere gli effetti di una tempesta solare. A sapere dove si dirige, dove colpirà”. Ha dichiarato l'eliofisico Alex Young del NASA Goddard Space Flight Center. “Fino a quando continueremo a prestarvi attenzione, imparando da esse, come si fa per un uragano o una tempesta tropicale, saremo in grado di adottare le giuste contromisure e di essere pronti per esse”. 
I brillamenti o eruzioni solari in sostanza, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Alcune volte saranno più potenti, altre meno, ma come spiega lo scienziato della NASA non c’è nulla da temere. “Conosciamo il sole abbastanza bene. Tutta la tecnologia e la scienza impiegata per monitorare la sua attività 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana, ci dice che questa super tempesta solare che cancellerà la terra semplicemente non avverrà”.


Foto Eruzioni solari

Black out sulla Terra
Milioni di persone senza elettricità nel 2012, cibo e medicine che vanno a male nei frigo spenti, telefoni e satelliti fuori uso. Uno scenario da "day after" che potrebbe essere derubricato alla voce "catastrofismo", se non fosse che l'allarme viene dalla Nasa e dalla National Academy of Sciences. E nella parte del cattivo che mette a repentaglio la civiltà, una volta tanto, non ci sono le attività umane, l'inquinamento o il riscaldamento globale. 
Il nemico a sorpresa è il Sole, artefice della vita sulla Terra, che con un colpo di tosse potrebbe mettere ko le infrastrutture sulle quali l'Occidente prospera. Da dicembre, l'attività del Sole sta lentamente aumentando. La nostra stella varia il suo campo magnetico ogni 11 anni e a un certo punto si raggiunge un picco di fenomeni (eruzioni solari e getti di massa coronale) dai quali si sprigionano grandi quantità di energia e di radiazioni. Tali getti possono raggiungere la Terra dando luogo a tempeste geomagnetiche. L'atmosfera ci protegge, gli effetti diretti delle tempeste solari sulla salute sono trascurabili, ma il loro impatto sulle strutture socio-economiche potrebbe essere disastroso. 

Gli astronomi osservano questi fenomeni dal 1859 quando una tempesta geomagnetica di proporzioni straordinarie, oltre a rendere possibile l'osservazione di aurore come quelle polari in Italia e a Cuba, fece incendiare alcuni cavi del telegrafo in Europa e negli Stati Uniti. 
A maggio del 1921, un'altra tempesta provocò una serie di cortocircuiti, mettendo fuori uso le linee elettriche e quelle telefoniche sulle due sponde dell'Atlantico. Ma cosa accadrebbe se eventi del genere si verificassero oggi che un'intera civiltà è stata fondata sull'elettricità e le telecomunicazioni? 
La risposta degli esperti è tutt'altro che confortante: "L'energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi", si legge in un rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences. "Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un'enorme devastazione sociale ed economica". 

Nel 1989, sei milioni di persone in Quebec sono rimaste senza energia per nove ore a causa di una tempesta geomagnetica dieci volte meno potente di quella del 1921. Secondo John Kappenmann, coautore del rapporto, se un evento come quello del '21 si ripetesse, le persone senza elettricità sarebbero stavolta 130 milioni. 
Una riedizione della tempesta del 1859, che fu ancor più potente, farebbe danni per duemila miliardi di dollari. Ciò che spaventa particolarmente nelle tempeste geomagnetiche è la loro imprevedibilità. Si sa che questo ciclo solare raggiungerà il prossimo picco tra il 2012 e il 2013, ma nella comunità scientifica non c'è accordo su quanto sarà intensa l'attivita della nostra stella in quel periodo. 
Spiega lo scienziato Doug Biesecker, della Noaa: "Basta un solo evento per creare enormi problemi: la grande tempesta del 1859 avvenne durante un ciclo particolarmente mite". 
Proprio come quello che sta per iniziare.

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