sabato 6 ottobre 2012

Comunione e Liberazione: la lobby del Terzo Millennio

Lo sostiene nel suo libro Ferruccio Pinotti che aggiunge: “Più potente dell’Opus Dei più efficiente della massoneria, più ‘connessa’ di Confindustria: è un network di potere che sta conquistando crescenti posizioni in Italia e nei paesi stranieri”.

 
Più di due anni di intense ricerche, contatti e testimonianze. Giornate intere di lavoro per consultare migliaia di pagine di atti giudiziari e pubblicazioni. Anche in questa sua ultima corposa ed affascinante inchiesta su CL (La Lobby di Dio, Chiarelettere, 2010, in collaborazione con Giovanni Viafora), il giornalista Ferruccio Pinotti offre ai lettori materiali inediti e interviste esclusive per scavare nel mondo di una delle realtà associative più controverse e meno conosciute: “Più potente dell’Opus Dei, più efficiente della massoneria, più ‘connessa’ di Confindustria. E’ Comunione e liberazione, la lobby del terzo millennio, un network di potere che sta conquistando crescenti posizioni in Italia e all’estero” [dalla prefazione]

Dopo il successo di “Opus Dei Segreta”, un nuovo libro su un’altra delle realtà più discusse e controverse legate alla Chiesa: Comunione e liberazione. Perché questa inchiesta? 
Si tratta di una inchiesta necessaria, su un tema che finora nessuno ha avuto il coraggio di sfiorare, perché Cl è una realtà potente, trasversale, abile, che gode di forti appoggi, in tanti ambienti. Anni fa due colleghi avrebbero dovuto pubblicare un libro inchiesta sul tema col Saggiatore, poi hanno abbandonato. Io ci sono riuscito.

Come si è sviluppata la sua indagine?  
Ho sviluppato un enorme lavoro sul campo, in un arco di tempo di circa due anni, grazie anche a un team investigativo composto da validi collaboratori, giovani giornalisti molto in gamba. In appendice sono citate ben 55 interviste, ma i vari contatti sono stati molti di più. Abbiamo scoperto una mole gigantesca di informazioni, riunite in un una inchiesta organica, che spero possa offrire strumenti di conoscenza e aiutare a far riflettere.

Come e quando nasce Comunione e liberazione? 
Nasce nel 1954 su impulso di don Luigi Giussani, poi si sviluppa cercando di divenire un fatto politico con il Movimento Popolare nel 1975. Una decina di anni dopo, Cl dà origine alla Compagnia delle Opere. Oggi Cl è una realtà potente, con oltre 300.000 aderenti, diffusa in molti Paesi del mondo.

Quali sono le ragioni del suo successo, in particolare tra i giovani? 
Cl ha successo perché, in un mondo dove le proposte e le alternative per i giovani sono pochissime, rappresenta un’offerta esistenziale allettante, in quanto disegna per loro un percorso di sviluppo integrato: amicizie, famiglia, carriera, lavoro, fede. Tutto si fonde in Cl, in un mix che, per molti, risulta attraente. Ma ha anche i suoi prezzi, il suo lato oscuro: e proprio ad esso si dedica la mia inchiesta.

Perché è riuscita negli anni a catalizzare consensi da parte di politici di tutti i partiti? 
Cl si è distinta per un forte trasversalismo con la politica, prima con la DC e con il PSI, oggi con Berlusconi e il Pdl. Ma anche politici di sinistra come Bersani, Letta, Renzi e Rutelli sono vicini a Cl, che ha dato vita a un vantaggioso matrimonio tra le cosiddette Coop rosse e aziende della Compagnia delle Opere.

Non solo fede, dunque. La Compagnia delle Opere è il braccio economico di Cl. Qual è il giro d’affari di questa associazione di imprenditori vicini al movimento di Giussani? 
Le imprese associate alla Compagnia delle Opere sono circa 34.000, per un fatturato stimato in almeno 70 miliardi di euro. Aderiscono anche un migliaio di associazioni che operano nel settore “no profit”. Consideriamo che sono dati in difetto, perché rappresentano soltanto le imprese formalmente iscritte alla Compagnia, essendoci anche moltissime altre società che, pur non aderendo, si riconoscono in essa. Nel 2008 il numero di associati della Cdo di Milano ha superato quelli di Assolombarda. La Compagnia ha 41 sedi in Italia e in altri 17 Paesi.

Quali settori dell’economia e della società sono più appetibili per Cl? 
La Cdo è forte nella sanità, nell’energia, nella finanza, nell’immobiliare, nei fondi europei: e il libro scava una per una tutte queste aree di affari, con tanto di dati alla mano e analisi di atti giudiziari.

Chi sono i memores domini? 
Sono dei laici votati alla povertà, alla castità e all’obbedienza. Vivono in residenze apposite, ma occupano posizioni anche di prestigio nel mondo. Rappresentano l’èlite del movimento. Il più celebre di loro è Roberto Formigoni, attuale presidente della Regione Lombardia, in cui la presenza di Cl è fortissima. [Il libro contiene dieci domande che Pinotti avrebbe voluto rivolgere a Formigoni, riguardanti il suo rapporto con Cl. Dopo diversi tentativi per contattarlo, i quesiti sono stati inviati alla sua segreteria, senza mai ottenere risposta. n. d. r.].

Hai riscontrato analogie tra questi “Guerrieri di Dio”, come tu stesso li definisci, e i numerari dell’Opus Dei? 
Al pari dei numerari dell’Opus Dei, hanno una visione integralista del mondo, vedono solo la causa di Cl, fanno un penetrante proselitismo tra i giovani e occupano un posto di rilievo nella gestione delle finanze del movimento.

Cosa ti ha colpito di più durante le tue visite al Meeting di Rimini? 
Mi ha colpito l’incredibile organizzazione, l’altissima partecipazione giovanile, l’adesione acritica alla proposta che viene dai vertici di Cl. Ma anche la prevalenza di incontri a tematica economico-finanziaria rispetto a quelli in cui si discute di religione e fede.

Ritieni che gli incessanti riferimenti all’amicizia siano autentici o abbiano secondi fini? 
Ci sono sicuramente molte persone convinte e in buona fede, ma tante altre, in particolare se adulte, entrano in Cl soprattutto per ragioni di interesse. Ecco, questi non aiutano di certo il movimento a mantenere un profilo alto e pulito, puntando invece solo agli affari e al potere. Nel libro l’ho definito “capitalismo dell’amicizia”, nel senso che non raramente in Cl si sfruttano concetti come amicizia e famiglia per iniziare a gestire affari e interessi assieme.

Nel suo libro, per la prima volta, parla Bruno Vergani, un fuoriuscito da Cl: cosa l’ha colpita di più della sua testimonianza? 
La sua testimonianza è assolutamente limpida, pulita e in buona fede. Un percorso intellettuale di sofferta consapevolezza, complesso e difficile che da solo meriterebbe un libro. Vergani ha scritto un testo teatrale autobiografico che racconta la sua esperienza nell’organizzazione durante gli anni ’70. Non è facile uscire da Cl, serve molta forza perché ci si ritrova soli, magari oggetto di forti critiche. Non si lascia questa realtà a buon mercato: non è certo una passeggiata!

Ritieni verosimile che Cl possa mirare ad occupare con suoi esponenti di rilievo il Vaticano e Palazzo Chigi? 
Assolutamente sì, in Vaticano gira una battuta: “L’obiettivo di Cl? Il prossimo papa e il prossimo premier!”. Ebbene il grande protettore di Cl, il cardinale Scola, patriarca di Venezia, è in pole position per la successione a Ratzinger, seguito da Memores Domini di Cl. Mentre Tremonti è un uomo molto vicino alle istanze di Cl, che potrebbe rappresentare un premier perfetto nella successione a Berlusconi.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...