lunedì 24 dicembre 2012

Natale, il 25 dicembre e la nascita di Gesù Cristo

Il Natale rappresenta una delle festività cristiane più sentita ed importante al mondo. Si tratta di un evento di tale portata, da non coinvolgere solamente i credenti, bensì l’intera comunità mondiale (economia, cultura, abitudini).


Eppure in pochi conoscono la vera natura di tale celebrazione, sebbene siano in molti a farsi delle domande: 
Gesù Cristo è nato davvero il 25 di dicembre? A cosa corrisponde l’anno 0? C’è stato davvero un fenomeno astronomico che ha “annunciato” la nascita di Cristo? A queste ed alcune altre domande si cercherà di rispondere tramite un’analisi archeoastronomica, non tralasciando il supporto documentale della storia.

Partiamo dalla prima domanda.

Chi /cosa determinò la data della nascita di Cristo?

Riguardo al “chi”, si deve far riferimento ad un monaco originario della Scizia, Dionyisius Exiguus, conosciuto con l’appellativo di Dionigi il Piccolo, che visse a Roma tra il V e VI secolo d.C. Fu lui a collocare tale data nell’anno 753 dalla fondazione di Roma e, soprattutto, fu lui ad introdurre l’usanza di contare gli anni a partire da tale data (anno Domini). Sempre lui fece corrispondere la data di nascita di Gesù Cristo con il 25 dicembre, ma per un motivo ben preciso, e qui il “cosa”: in quegli anni coincideva con il solstizio d’inverno, data dalla quale, astronomicamente parlando, la luce ricomincia ad emergere vincendo sull’oscurità (le giornate ricominciano ad allungarsi). Ma non solo. La data del 25 dicembre è stata scelta, anche, per soppiantare una festa pagana chiamata Dies Natalis Sol Invictus, festeggiata dai seguaci del dio Mitra
La Chiesa era solita far coincidere le date delle feste principali della liturgia cristiana con quelle pagane esistenti allora, determinando una serie di importanti celebrazioni fortemente connesse tra loro, uno schema di date legate ai punti di levata e di tramonto del Sole all’orizzonte.

Ecco in che modo:

- giorno 25 dicembre, nascita di Gesù Cristo, ovvero solstizio d’inverno (dell’epoca);

- intorno al 24 di giugno, nascita di Giovanni Battista, precursore di Gesù Cristo, ovvero solstizio d’estate (dell’epoca);

- giorno 25 marzo, l’Annunciazione a Maria, che doveva cadere 9 mesi prima del Natale, ovvero equinozio di primavera (dell’epoca); data vicina anche alla morte e Resurrezione di Gesù Cristo;

- giorno 24 settembre, la concezione di Giovanni Battista, ovvero equinozio di Autunno (dell’epoca).

Ma quando è nato effettivamente Gesù Cristo?
Non è facile rispondere a tale domanda. Ancora oggi emergono differenti ipotesi ed opinioni. Tutti sono d’accordo nel collocare la reale data di nascita di Gesù in un arco temporale che va dal 10 a.C. al 5 d.C. Analizzando fonti storiche, alcuni credono sia nato effettivamente nell’anno 6 a.C., nel mese di settembre. Altri, invece, hanno ottenuto quella che sembra una data ancora più precisa, incrociando i contenuti della Bibbia e le fonti storiche, con eventi astronomici. In effetti, il Nuovo Testamento ci fornisce alcuni indizi fondamentali:
Matteo 2 : 1, 13 fa riferimento alla nascita di Gesù; Luca 1 : 5 fa riferimento alla nascita di Giovanni “il Battezzatore” (o “il Battista”). 
Entrambi nacquero mentre il regno di Erode il Grande sulla Giudea volgeva al termine, cioè poco prima della sua morte.

Luca 1 : 24-31, 36
fa riferimento al fatto che Gesù nacque sei mesi dopo la nascita di Giovanni il Battezzatore, suo parente, mentre Cesare Augusto (Ottaviano) era imperatore a Roma (dal 31 a.C. al 14 d.C.).
Luca 2 : 1, 2, 7 fa riferimento alla nascita di Gesù nel periodo in cui Cesare Augusto emana il decreto per la registrazione (o censimento) delle popolazioni dell’impero. Una prima registrazione ebbe luogo mentre il console romano Quirinio era governatore della Siria.

Primo indizio, dunque, la morte di Erode. Per poterne determinare la data della morte occorre incrociare varie informazioni, soprattutto quelle provenienti dallo storico ebreo Giuseppe Flavio, che più di tutti fornisce alcuni importanti dettagli. Tralasciando tutte le minuzie storiche, il punto chiave di tutto sembra essere l’individuazione della data dell’ Eclissi di Luna avvenuta poco prima della morte di Erode (come citato dallo stesso Giuseppe Flavio). Ma quale? Alcuni storici hanno preso come riferimento l’eclissi di luna avvenuta l’11 marzo del 4 a.C. In base a tale data, quindi, Gesù sarebbe nato nell’anno 5 a.C. Ma secondo alcuni esperti, si trattava di una eclissi parziale, di un evento, cioè, che non sarebbe potuto rimanere particolarmente impresso nelle menti di chi viveva in quell’epoca. Perché allora non considerare l’anno 1 a.C., in cui accaddero ben due eclissi lunari (8 gennaio e 27 dicembre, ovvero 10 gennaio e 29 dicembre del calendario giuliano)? La più spettacolare, nonché totale, fu quella dell’8 gennaio, dove il cono d’ombra della Terra oscurò la Luna per ben 101 minuti, evento che avrà sicuramente impressionato chiunque dell’epoca. Quindi, secondo tali dati Erode sarebbe morto l’1 a.C., quindi Gesù Cristo nell’anno 2 a.C.

Cosa dire del secondo indizio, la nascita di Giovanni il Battezzatore?
Ebbene, incrociando tutte le informazioni del caso sembra che Giovanni Battista sia nato 30 anni prima del 15° anno del regno di Tiberio, cioè tra la seconda metà del 3° anno a.C. e l’agosto – settembre del 2° anno a.C. Tenendo conto di un periodo intermedio, cioè intorno alla primavera dell’anno 2 a.C., la nascita di Gesù cade sei mesi dopo, cioè all’inizio dell’autunno del 2 a.C.

Includendo anche il terzo indizio, cioè del censimento avvenuto durante il primo governatorato di Quirinio, la data va a collocarsi in un intervallo di tempo coincidente con il periodo 4 – 1 a.C.

Ricapitolando, vi è più di un motivo per pensare che la nascita di Gesù Cristo sia avvenuta nell’autunno dell’anno 2 a.C.

Resta da analizzare un altro elemento caratteristico del periodo natalizio: la stella di Betlemme. A parlarne è solo l’evangelista Matteo, il quale dice:
“Essendo Gesù nato a Betleem di Giudea ai giorni del re Erode, ecco, degli astrologi [i Magi] vennero da luoghi orientali a Gerusalemme, dicendo: “Dov’è il re dei giudei che è nato? Poiché vedemmo la sua stella [quando eravamo] in oriente e siamo venuti a rendergli omaggio”.
Innanzi tutto è da notare che si parla di una stella, per cui nessun accenno specifico ad una “cometa”, contrariamente alla classica raffigurazione cristiana degli ultimi secoli. In effetti fu Giotto da Bondone ad introdurre, per la prima volta, il simbolismo della cometa nell’iconografia cristiana, quando, assistendo personalmente allo spettacolare passaggio della cometa di Halley, la raffigurò sulla scena della Natività nell’affresco della Cappella degli Scrovegni, a Padova.

Quindi, cosa attirò l’attenzione dei Re Magi?
Esperti archeoastronomi, come Ettore Bianchi, Mario Codebò e Giuseppe Veneziano hanno effettuato una prima analisi delle possibili fenomenologie astronomiche associabili alla “stella di Betlemme”:

- Venere: sebbene sia sempre stato, in determinati periodi, un corpo celeste particolarmente brillante, difficilmente avrebbe potuto muovere i Re Magi, abituati ad osservarlo abitualmente, nei loro cieli notturni;

- Cometa: dai dati a disposizione non esiste evidenza del passaggio di una cometa nel periodo supposto essere quello della nascita di Cristo (4 – 1 a.C.). Da escludere la cometa di Halley, il cui passaggio risulta, temporalmente, troppo lontano dalla Natività, cioè il 10 ottobre dell’anno 12 a.C. A meno che non si trattasse di una cometa a lunghissimo periodo (cioè unico passaggio e mai più tornato, ad esempio comete come Hale-Bopp), si può ritenere improbabile l’ipotesi cometa;

- Nova o Supernova: si tratta di stelle molto massicce che allo stadio finale della loro “vita” possono aumentare la loro luminosità in maniera repentina e per un periodo abbastanza breve, divenendo anche 60 – 80 000 volte quella iniziale. Il primo a proporlo fu Keplero, in seguito all’osservazione di una supernova, il 9 ottobre del 1604. Nonostante si tratti di una ipotesi intrigante sembra altamente improbabile, poiché oltre ad essere un fenomeno rarissimo (un evento ogni 400 anni), sarebbe durato al massimo 2 o 3 settimane, contrariamente al periodo di vari mesi citato nella Bibbia.

- Congiunzione apparente planetaria: potrebbe trattarsi dell’ipotesi più accreditata. A tal proposito ecco cosa riportano gli esperti archeoastronomi prima citati:
“A corroborare invece la data del 2 a.C. ci furono alcuni eventi astronomici rilevanti, che furono descritti da astronomi cinesi e da numerosi autori classici perché in coincidenza con importanti celebrazioni avvenute a Roma per il 25° anniversario dell’incoronazione di Cesare Augusto (Ottaviano), durante le quali il Senato gli conferì il titolo di “Padre della Patria”, e che coincidevano anche con il 750° anniversario della fondazione di Roma. Il 17 febbraio del 2 a.C. Giove entrò in congiunzione apparente con Regolo, la stella più brillante della costellazione del Leone. Il 17 giugno dello stesso anno Giove e Venere furono in congiunzione apparente sempre nella costellazione del Leone. L’8 maggio Giove si avvicinò per la terza volta in pochi mesi a Regolo. Il 27 agosto, infine, Giove, Marte, Venere e Mercurio si trovarono tutti raggruppati in una piccola zona sempre nella costellazione del Leone. Anche questi ultimi eventi acquistano un profondo significato simbolico dal punto di vista astrologico. La costellazione del Leone, la prima dello Zodiaco, governata dal Sole, rappresentava il potere dei sovrani. La sua stella più brillante, Regolo, derivava il suo nome proprio dal suffisso latino rex (= re) ed era considerata la stella che proteggeva i sovrani. Giove era considerato il dio protettore dell’impero e Venere era ritenuta la madre della famiglia Augusta. Il fatto che tutti questi oggetti celesti si incontrassero il 17 giugno del 2 a.C. con la Luna piena (sacra a Giove) nella costellazione del Leone, non deve essere certamente sfuggito a coloro che osservavano il cielo per trarre buoni auspici e per avere più ampie conferme della benevolenza degli dèi verso il tanto acclamato imperatore. 
Lontano da Roma e dal suo potere, l’evento può essere stato interpretato in relazione all’avvento di un nuovo regno, forse non necessariamente di origine terrena, e alla nascita di un nuovo re. Un’altra profezia facente riferimento alla nascita di Gesù è quella di Numeri 24, 17 “ Una stella certamente verrà da Giacobbe, e uno scettro si leverà da Israele.” La stella (significato simbolico) è riferita inizialmente al re Davide, ma viene applicata successivamente dalle profezie di Geremia 23,5 e di Ezechiele 21,27 allo stesso Gesù Cristo, il quale, secondo le genealogie esposte nei Vangeli di Matteo e di Luca, è un diretto discendente del re Davide. Anche in questo caso, la nascita di un re, celeste, viene dunque metaforicamente rappresentata dall’apparire di una stella.”

Da questa breve analisi emergono quindi i seguenti elementi:

- Il 25 dicembre non coincide con la vera data di nascita di Gesù Cristo, bensì ha avuto lo scopo di soppiantare una precedente celebrazione pagana in quella che risulta essere una data astronomicamente importante, tale da aver determinato la collocazione delle altre date di festività cristiane principali nell’arco dell’anno. Le festività in questione sono legate a particolari posizioni di levata e di tramonto del Sole sull’orizzonte.

- Incrociando dati storici e astronomici con citazioni bibliche, sembra poter essere possibile ipotizzare che il periodo di nascita “effettivo” di Gesù Cristo, coincida con l’inizio dell’autunno dell’anno 2 a.C. (ottobre?).

- La “stella di Betlemme” poterebbe essere, in realtà, una particolare configurazione planetaria avvenuta nell’anno 2 a.C. interpretata astrologicamente dai Re Magi.

A prescindere dalle precedenti analisi, resta un fatto incontrovertibile: il Natale è un periodo fortemente introdotto nella vita di milioni e milioni di persone, portatore di messaggi positivi e probabilmente l’unico momento ciclico, a cadenza annuale, che induce gran parte delle famiglie a riunirsi, e a rinnovare legami affettivi profondi e sinceri…che si sia credenti o meno.

Buon Natale a tutti! 
Testo: Andrea GRANA 

Fonte bibliografica: “La Stella di Beetlem: realtà o fantasia?” (Giuseppe Veneziano),” IPOTESI ASTRONOMICA SULLA “STELLA DI BETLEMME” E SULLE ASPETTATIVE ESCATOLOGICHE COEVE NEL MONDO MEDITERRANEO” (Ettore Bianchi, Mario Codebò, Giuseppe Veneziano), “L’Astronomia e le Feste Liturgiche Cristiane” (Adriano Gaspani), “L’astronomia prima del telescopio” (Christopher Walker).

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