martedì 28 maggio 2013

Cristo è Dio?

La più grande domanda e la più grande discussione teologica di sempre. Cristo è Dio trino con lo Spirito Santo oppure racchiude tutta l'essenza della divinità essendo umano ma è un essere distinto dal Padre? Ci sono molti modi per affrontare questo argomento ma nessuno di questi non fa saltare giù dalla sedia quelli che credono in un modo o nell'altro. 
 

Effettivamente vi sono specifiche spiegazioni teologiche da entrambi i lati che supportano la tesi ma anche la "fede" di chi ci crede. Ma andiamo per gradi: La Trinità è la dottrina centrale delle più diffuse chiese cristiane quali la cattolica e quelle ortodosse, oltre che delle Chiese riformate storiche come quella luterana, quella calvinista e quella anglicana. Ma oltre il fatto che tale dottrina non viene presentata in modo univoco, esiste tutt'oggi una minoranza di chiese cristiane che si dichiarano anti-trinitarie, come i Mormoni e i Testimoni di Geova. La dottrina si è precisata nell'ambito del Cristianesimo antico: prima nel credo del primo concilio di Nicea (325), poi nel credo niceno-costantinopolitano (381), dove venne affermato come primo articolo di fede l'unicità di Dio e, come secondo, la divinità di Gesù Cristo figlio di Dio e Signore, a seguito, tra le altre, della controversia suscitata da Ario, che negava quest'ultima. 

Il dogma della "trinità" è in relazione alla natura divina: esso afferma che Dio è uno solo, unica e assolutamente semplice è la sua "sostanza", ma comune a tre "persone" (o "ipòstasi") della stessa numerica sostanza (consustanziali) e distinte. Ciò non va interpretato come se esistessero tre divinità (politeismo) né come se le tre "persone" fossero solo tre aspetti di una medesima divinità (modalismo). Le tre "persone" (o, secondo il linguaggio mutuato dalla tradizione greca, "ipòstasi") sono in effetti ben distinte ma formate della stessa sostanza: Dio Padre, creatore del cielo e della terra e Padre celeste del mondo; il Figlio: generato dal Padre prima di tutti i secoli, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il Redentore del mondo, lo Spirito Santo che è l'"amore" perfetto e divino (in greco agàpe) che il Padre e il Figlio mandano ai discepoli di Gesù per far loro comprendere e testimoniare le verità rivelate.

Questo è quello che dice la cristianità più antica e classica... Anche se non è dato di sapere come la pensavano i discepoli a riguardo in quanto, quello che avete letto sopra, è di fatto un'interpretazione degli studiosi cattolici condivisa in seguito dai riformisti.

Ecco invece cosa pensano coloro che non ritengono divino Cristo.
La causa che portò alla convocazione del primo concilio di Nicea fu la disputa ariana, che giunse a una svolta all'inizio del IV secolo d.C. 
I protagonisti furono tre teologi-filosofi provenienti da Alessandria d'Egitto. Da una parte c’era Ario, e dall'altra gli ortodossi Alessandro e Atanasio

Ario affermava che il Figlio non fosse della stessa essenza, o sostanza, del Padre e che lo Spirito Santo fosse una persona ma inferiore a entrambi. Parlava di una “triade” o “Trinità”, pur considerandola formata di persone ineguali, delle quali solo il Padre non era stato creato. 

D'altra parte Alessandro e Atanasio sostenevano che le tre persone della Divinità fossero della stessa sostanza e che pertanto non fossero tre Dèi, ma uno solo, sebbene il Padre fosse il "primo" e la causa delle altre due. 
Ario, "volendo difendere il monoteismo più rigoroso, secondo cui Dio è "trascendente" accusò Atanasio di reintrodurre il politeismo. In effetti l'arianesimo viene considerato da molti studiosi moderni come il ramo più rigoroso del subordinazionismo cristologico dei primi padri della Chiesa (Giustino, Origene, Tertulliano, Erma, Ireneo di Lione ecc.), i quali ancora non si interrogavano sul rapporto fra le persone della divinità. 
Atanasio accusò Ario di reintrodurre il politeismo, dal momento che distingueva la natura divina delle tre persone. 
Accanto a Dio, Ario poneva infatti una creatura "che può essere chiamata dio in modo improprio" ("Dizionario Mondadori di Storia Universale"), considerato il Figlio di Dio ma ritenuto da egli 
semplicemente "la prima creatura di cui il Padre si era servito per compiere la creazione", incarnatosi in Gesù, simile ma non uguale a Dio, che avrebbe avuto esistenza dal nulla, affermando che "generare" e "creare" fossero sinonimi. 
Gli ortodossi invece ribadivano l'assoluta unità di Dio, e se il Logos era divino, (come era affermato nelprologo di Giovanni "il Logos era Dio"), ciò non comportava una suddivisione o una moltiplicazione di dei, ma Dio era sempre uno solo. In questo senso il termine "generazione" indicava l'unità della natura e non andava inteso in senso temporale e umano, con un prima e un dopo, ma il Figlio era eternamente generato, cioè era sempre stato insito in Dio. Al tempo opportuno il Verbo si sarebbe incarnato in Gesù, in un processo di abbassamento e annichilimento, e l'unione della natura divina e di quella umana nella persona di Gesù diede origine ad un'altra serie di controversie nei secoli successivi. 

La controversia ariana non terminò a Nicea. L'arianesimo ebbe grande fortuna nell'Impero romano e in certi momenti presso la corte imperiale. Molte tribù germaniche che invasero l'impero romano professavano un cristianesimo ariano e lo diffusero in gran parte dell'Europa e dell'Africa settentrionale, dove continuò a prosperare fino a gran parte del VI secolo, e in alcune zone anche più a lungo. 

E' complicato? Non finisce qui... Quello che abbiamo sempre creduto per tradizione da quando siamo nati è diverso da quello che credevano all'inizio i cristiani... 
«Quando affermo che il Figlio è distinto dal padre, non mi riferisco a due dèi, ma intendo, per così dire, luce da luce, la corrente dalla fonte, ed un raggio dal sole » (Ippolito) 
«Il carattere distintivo della fede in Cristo è questo: il figlio di Dio, ch'è Logos Dio in principio infatti era il Logos, e il Logos era Dio - che è sapienza e potenza del Padre Cristo infatti è potenza di Dio e sapienza di Dio - alla fine dei tempi si è fatto uomo per la nostra salvezza. Infatti Giovanni, dopo aver detto: In principio era il Logos, poco dopo ha aggiunto e il logos si fece carne, che è come dire: diventò uomo. E il Signore dice di sé: perché cercate di uccidere me, un uomo che ha detto la verità? e Paolo, che aveva appreso da lui, scrive: Un solo Dio, un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo » (Atanasio di Alessandria, Seconda lettera a Serapione) 
In effetti non è facile districarsi in questa discussione. Ci sono degli elementi da considerare anche... 
C'è un versetto che dice: "In principio era la Parola, la Parola era presso Dio, la Parola era Dio". 
Se Gesù è la Parola Gesù è Dio secondo quindi. Non taglia però la testa al toro, anzi. Per coloro che credono in questa dottrina Cristo, prima di scendere sulla Terra è l'arcangelo Mikael, Michael o Michele. Il fatto che lo fosse non lascia molti dubbi, Michele è infatti il difensore degli uomini e non è simile agli angeli "normali" che per esempio il profeta Daniele vede, è più simile ad un "figlio d'uomo" vestito di Lino con una cinta d'oro però con occhi di folgore e pelle simile al bronzo fuso. 
Chiaramente sovrumano ma con qualcosa di "nostro". Cosa significa? 

- Gli angeli sono generati da Dio, quindi non sono Dio. 
- Michael significa: Colui che è Simile a Dio. Se è simile non è Dio. 
- Viene chiamato l'Unigenito figliuolo. Unigenito significa: Unico generato. Quindi è nato anche in cielo, da Dio stesso. 

Torniamo sempre lì... Finché consideriamo Dio come un entità simile all'uomo, ad una creatura, avremo sempre questi problemi. Ma se Dio fosse l'Universo intero, come dico spesso: Contenitore e Contenuto
Se Cristo fosse nato direttamente da qualche energia ecc... Emanata da Dio stesso e ne avesse l'interezza divina? Quindi la comprensione TOTALE di TUTTO. Cioè di Dio. Sarebbe Colui che è Simile a Dio, presso Dio, come Dio ma non Dio stesso. 

Anche qui ci sono diverse prove a riguardo... 
Quando dico spesso nel Blog che a Dio (Padre) sono spesso attribuiti aggettivi o descrizioni più consone all'Universo che ad un Essere "finito" mi riferisco anche a nomi ebraici che compaiono sulla Bibbia e sugli scritti ebraici stessi: 

- Bet le'Olam: Dimora del mondo: "Dio è la dimora del mondo ma il mondo non è la Sua dimora" 
- Chai ha-Chaiym: Vita della vita 
- Chai olamìm: Colui che vive sempre, Colui che dona la vita ai mondi 
- E-lionim vetachtonim: che sostiene la parte superiore ed inferiore del mondo 
- Kol significa il Tutto, la pienezza dell'essere 
- Makom, luogo, indica che il Signore è il luogo di tutto 
- Sibbat hasibbot: Colui da cui hanno origine tutti gli effetti (la Fisica) 

In effetti, vista così, anche se sembra pura eresia per chi crede nella Trinità, si spiegherebbe molto più facilmente anche la disputa tra Lui e Satana. Lucifero infatti era il tramite fra noi e le creature dell'Universo finchè non "spunta" Cristo che ne prende il posto. Perchè? Lucifero allora si tramuta in Satan (Accusatore) di Dio. Cristo allora, sentitosi preso in causa scende sulla Terra per dimostrare che Satana sbaglia e che l'unico a poter essere un tramite fra Dio e noi è Lui. 
Se poi iniziamo ad analizzare, come abbiamo fatto giorni fa, i termini come Elohim, scopriamo che non sono nomi propri bensì quasi aggettivi di entità distinte ma simili. Quindi l'Elohim degli ebrei era YaHuWeH ma per i filistei, Ittiti ecc... Era un altro con un altro nome. A questo punto, restando aperti e "semplici" con la mente, potremmo anche renderci conto di aver preso un enorme "granchio" e di aver attribuito ad una creatura estremamente potente le caratteristiche di Dio che invece è L'Universo intero senziente, sempre esistito, sempre esisterà. 

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