sabato 1 giugno 2013

Fede o idolatria... c'è stata davvero un'evoluzione spirituale?

Prima che si formasse la credenza delle divinità soprannaturali, l'uomo esprimeva il suo sentimento religioso mediante il culto di oggetti, spesso zoomorfi o antropomorfi. A questi feticci erano attribuite proprietà magiche e curative. Quando cominciarono ad evolversi religioni più complesse, divenne chiaro che le entità dell'universo divino non potevano essere composte di materia.


Le religioni monoteiste in particolare hanno sempre messo in guardia il fedele dal culto del simulacro, perché ciò che deve essere adorato è Dio. Seguendo questo processo evolutivo da manuale schematico, ci aspetteremmo di abitare in un mondo in cui ogni forma di religione è pura e in cui l'idolatria appartiene a un remoto passato. Le cose però stanno ben diversamente. L'idolo accompagna tuttora l'umanità nella sua storia, è una presenza concreta, gretta, costante. Ogni concetto del divino appare soltanto un'astrazione incapace di raggiungere l'essere umano, una forma imposta dal conformismo farisaico. In Egitto regnò un uomo di nome Akhenaton, che pensò di identificare Dio con il disco del sole e con i suoi raggi. Tentò una riforma religiosa, ma la sua visione dell'universo era del tutto estranea alle masse. Il monoteismo atoniano, che così grande influenza ebbe su Mosè, non seppe imporsi su forme di culto più grossolane. Il mercimonio di oggetti sacri fioriva ovunque nella terra di Kemet. Questi feticci erano corredi sepolcrali che venivano rubati dalle tombe dei Faraoni e dei loro dignitari, con la complicità delle guardie. Il popolo attribuiva proprietà prodigiose a queste reliquie.


La cristianizzazione dell'Impero Romano iniziò con Costantino, che pure ricevette il battesimo solo in punto di morte, e per giunta da un vescovo ariano - ossia eretico. 
Questo processo di trasformazione continuò con la forza sotto Teodosio, e arrivò a distruggere gli antichi Dei. Ma questi Dei, che già i Filosofi avevano allontanato come ubbie e superstizioni, non avevano davvero lasciato il cuore della gente. 
Così, rimossi i loro antichi nomi, molti loro attributi trasmigrarono nei Martiri, nei Santi
Si svilupparono dovunque miriadi di culti che non si distinguevano che per la forma dalla precedente devozione pagana

La reliquia era il mezzo di guarigioni e prodigi, era adorata in quanto si pensava non solo che Dio la abitasse, ma che essa fosse parte di Dio. Erano i segni dei tempi. 
La richiesta di martiri era tale che se ne crearono di inesistenti. Martino di Tours parla di un martire che era molto venerato nelle Gallie. Alle sue spoglie erano attribuite virtù taumaturgiche, ma non esisteva una chiara tradizione sulla sua passione. Così Martino si recò al suo santuario, e rimase una notte in meditazione. Stando alle sue parole, gli apparve lo spettro del morto, che gli rivelò di essere stato un famigerato brigante, condannato a supplizi atroci per i suoi crimini sanguinosi e venerato per un errore del volgo. Una simile voce di dissenso era comunque un'eccezione per l'epoca. 

In moltissimi casi la Chiesa di Roma non andò tanto per il sottile. Il Medioevo segnò l'apogeo della corruzione del clero romano, e come è logico aspettarsi, ogni aspetto delle vita del singolo - contadino o feudatario che fosse - era regolato dall'idolatria imposta dai preti e dai porporati. 
Nessuno avrebbe potuto in un simile clima contestare questi culti feticisti. Eppure ci fu chi lo fece, anche a costo della propria vita. 
I Catari subito si scagliarono contro ogni forma di idolatria. La venerazione delle reliquie fu da loro esecrata e ritenuta abominevole. Questo perché, anche ammettendo che un santo prediletto da Dio avesse abitato quelle spoglie, esse non potevano che provenire dal Creatore Malvagio, come tutta la materia. Da nessun elemento materiale può venire la salvezza dell'anima: né dal pane destinato a mutarsi in sterco, né dall'acqua battesimale che vale quanto quella di una fonte o di una cloaca, né tanto meno dai rimasugli rinsecchiti di corpi che sono soltanto scorie, destinate a ricongiungersi al diabolico nulla da cui il Dio del Male le ha tratte. 
In completa antitesi con la tradizione cattolica di sudditanza al Cosmo, il Catarismo afferma la nullità ontologica di ogni icona. 

"Con il denaro, il vescovo Cirillo riuscì ad ottenere l'istituzione del dogma mariano, il culto della madonna era, infatti, fonte di grandi entrate, solo interessi economici si celano dietro i culti alle persone e ai luoghi di pellegrinaggio, al culto delle reliquie e dei miracoli. La chiesa si è arricchita con la credulità e lo sfruttamento delle masse, oggi è un immenso potere finanziario." (Karlheinz Deschner)

Fede? Credulità? Idolatria? C'è stata davvero un'evoluzione spirituale?
Quell'evoluzione proclamata da un uomo chiamato Gesù e che diede inizio alle prime ed ultime comunità cristiane? 
C'è stato davvero un progresso dell'uomo?

Per saperne di più sulle reliquie: (link)

Fonte: http://lorticadispes.blogspot.it


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