martedì 27 agosto 2013

Siria: attacco imminente

Alla fine è arrivato anche il turno della Siria. Da tempo appuntanta sull’agenda imperialista e globalista. Dopo la più classica delle demonizzazioni mediatiche, spudorata routine, su Damasco si sta per abbattere la potenza distruttrice dell’impero mondialista pronto a schiacciare ogni forma di civiltà in nome del capitalismo ultraliberista, dei “diritti umani” e della democrazia occidentale. 


Con le ispezioni dell’Onu di ieri, alla ricerca di prove sull’uso di armi chimiche in Siria, è partito il countdown all’apocalisse. E’ tutta una farsa, difatti gli Usa considerano tardiva l’apertura siriana e Obama già pensa ad un attacco da sferrare a breve con l’appoggio delle colonie alleate (Gran Bretagna, Turchia, Italia, Francia etc.). Non hanno uno straccio di prova e tutto è già stato deciso a tavolino. La storia insegna, c’è poco da aggiungere. E’ una sceneggiatura vecchia e ingiallita, il solito teatrino premorte a stelle e strisce. Il Segretario di Stato made in U.S.A., John Kerry, ha già sentenziato: ”L’uccisione di civili in Siria e’ ‘un’oscenita’ dal punto di vista morale, l’attacco della scorsa settimana dovrebbe scuotere le coscienze nel mondo. Siamo in possesso di molte informazioni circa il ricorso alle armi chimiche, e molte altre le stiamo valutano assieme agli alleati. Non e’ possibile giustificare l’uso di armi messe al bando da tutta la comunita’ internazionale, si tratta di qualcosa che dovrebbe colpire tutto il mondo. E’ reale: armi chimiche sono state usate in Siria. L’uso di armi chimiche e’ innegabile e ci sono pochi dubbi sul fatto che sia stato il governo di Assad a usarle”. 

Loro sanno sempre tutto, è chiaro, sono i fornitori ufficiali e gli addestratori dei ribelli mercenari anti-regime. Cavalcano il malcontento popolare spingendo la protesta nell’atrocità e nel sangue, per sovvertire l’ordine esistente, creare il caos e prendere il potere attraverso la paura e la violenza. E’ possibile credere ancora a questa buffonata? Avete dimenticato le fantomatiche armi di distruzione di massa in Iraq? Vi ricordato di Hans Blix, il commissario Onu inviato in Iraq alla ricerca delle armi chimiche? Non ne trovò traccia, lo urlò a mezzo mondo, ma nessuno gli diede ascolto. Lo sapete perché? Semplice, l’Iraq andava attaccato e Saddam Hussein rovesciato per interessi prettamente energetici, economici e di dominio territoriale.

Stessa cosa oggi, dove il commissario Onu per diritti umani spedito in Siria, Carla Del Ponte, parla di testimonianze che inchiodano i ribelli mercenari – addestrati dagli States – come i veri colpevoli della strage del 21 Agosto dove si dice siano state utilizzate armi chimiche. 

Si vuole l’attacco e la conquista di Damasco, ultimo fortino prima dell’Iran. Gli Stati Uniti hanno annullato anche l’incontro bilaterale russo-americano per la discussione della convocazione della conferenza di pace sulla Siria. Tutto lascia presagire che nulla potrà dissuadere la coalizione Usa-Gb-Francia-Arabia Saudita-Turchia-Israele. 

Secondo il Daily Mail online una decisione verra’ presa entro 48 ore. Mentre per la Nbc, secondo fonti dell’amministrazione U.S.A. “una serie di attacchi limitati contro la Siria in rappresaglia per l’uso di armi chimiche potrebbero essere lanciati a partire da giovedi. Tre giorni di raid sarebbero limitati nell’obiettivo e mirati a mandare un messaggio al regime di Damasco“. 

Fonti della Reuters – che hanno partecipato ad un meeting con la coalizione nazionale siriana – riferiscono che “le potenze occidentali hanno detto all’opposizione siriana di attendere un attacco nei prossimi giorni“

La Russia intanto ha messo in guardia gli Stati Uniti sulle conseguenze “estremamente gravi” che avrebbe un eventuale intervento militare in Siria. In un comunicato del ministero degli Esteri russo si legge: ”Si ha l’impressione che certi circoli, inclusi quelli sempre piu’ attivi nei loro appelli per un intervento militare scavalcando l’Onu, stiano francamente tentando di spazzar via gli sforzi comuni russo-americani degli ultimi mesi per convocare una conferenza internazionale per una risoluzione pacifica della crisi”. 

Insomma, c’è aria di bufera. Ovviamente, in un’intervista al quotidiano russo Izvestia, il presidente siriano Bashar al-Assad ha definito “insensate” le accuse occidentali su un attacco chimico effettuato dal suo regime e ha avvertito gli Stati Uniti che i loro progetti di un intervento militare in Siria sarebbero destinati al “fallimento”: “Se gli Usa decidono di attaccare la Siria o intromettersi ulteriormente nel Paese falliranno come in tutte le precedenti guerre che hanno scatenato, dal Vietnam ad oggi. L’America ha preso parte a molte guerre ma non ha mai raggiunto i suoi obiettivi politici per i quali aveva scatenato quelle guerre. Ha fallito nel convincere il suo popolo multietnico della giustezza di quelle guerre, come pure ha fallito nell’instillare la sua ideologia negli altri paesi”
Come dargli torto? Basta pensare all’Iraq, all’Afghanistan, alla Somalia, alla Libia, all’Egitto, e via dicendo. 
Assad poi mette in evidenza l’assurdità di quanto sta accadendo a livello mediatico: “in primo luogo, sollevano le accuse, e poi raccolgono le prove. Ed è uno dei più potenti paesi a far questo: gli Stati Uniti. Ci hanno accusato di mercoledì, e in soli due giorni la leadership americana annuncia che hanno iniziato a raccogliere le prove … Accusano il nostro esercito di usare armi chimiche nella zona che si riferisce sia controllata dai terroristi”. 

La cosa più ridicola, lasciatemelo passare, è la nostra italietta serva e prona, senza dignità alcuna: “In Siria si è oltrepassato il punto di non ritorno, ma la soluzione della crisi deve essere multilaterale”

Striscianti anche nelle note ufficiali di palazzo. In caso di guerra alla Siria, la Sicilia sarà la portaerei della Nato. L’isola italiana è la “portaerei” meglio armata dell’Alleanza atlantica, il peso dell’eventuale azione militare ricadraebbe proprio su di essa. Dall’Isola partirebbero i droni, gli attacchi aerei e gli interventi di terra. Sarebbe impossibile circoscrivere le operazioni milittari alla Siria. Siamo una colonia importante, cosa credete! 

 Anche se il Ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha “rassicurato” l’opinione pubblica del Belpaese: “L’Italia non prenderebbe parte a soluzioni militari al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu”. Non ve ne era alcun bisogno. E’ storica la nostra propensione a partire “incendiari e fieri”, sotto l’ala potrettrice del padrone di turno. 

Il Nuovo Ordine Mondiale avanza a ritmo serrato. Non arresta la sua marcia e brucia le tappe prestabilite. Dinanzi a questo incedere portentoso paesi come la Siria, al di là delle problematiche interne che sono innegabili, rappresenta una flebile speranza di opposizione all’imperialismo liberista-capitalista. 
Che i perbenisti/moralisti di regime si mettano l’anima in pace: non esistono guerre umanitarie, la democrazia non si esporta con le armi. L’unica guerra giusta è quella di difesa, di resistenza, contro l’invasore, contro il mondialismo. 
La Siria, come Cuba e l’Iran, è uno Stato che resiste e che, così facendo, insegna anche a noi Occidentali che è possibile opporsi all’ordine globale che si pretende destinale e necessario. Diventa, allora, possibile sostenere degli Stati resistenti quanto Fenoglio, nel Partigiano Johnny, asseriva a proposito dei partigiani (anch’essi eroi della resistenza, come oggi i rogue States): “ecco l’importante: che ne restasse sempre uno”. 

“Oh gentiluomini, la vita è breve… 
Se viviamo, viviamo per camminare sulla testa dei re”. 
William Shakespeare – Enrico IV 

di Italo Romano 
Fonte: http://www.oltrelacoltre.com
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