domenica 22 settembre 2013

I “Suoni dell’Apocalisse” (boati e misteri)

Pare, a memoria tramandata, che boati preceduti o no da scie luminose o fuochi e bagliori d’indistinta fonte abbiano procurato paure nell’uomo sin dall’antichità. "Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo..." 

Foto aereo, Manfredonia, ore 16, martedì 17 settembre 201.
È un segmento tratto dall’Antico Testamento, rielaborato da Maria Gloria Riva e pubblicato in CulturaCattolica.it. La fede religiosa vuole l’interpretazione che tutti conosciamo (Elia condotto in cielo da un carro di fuoco) ma l’agnostico potrebbe asserire che il profeta sia stato invece investito e trascinato via dal passaggio radente di una veloce meteora sul monte Oreb. L’esistenza del profeta Elia comunque sia, è riconosciuta dal cristianesimo, dall’ebraismo e dall’islam. "Il fenomeno fu rilevato alle due di notte del 29 novembre 1820 in Capitanata. Dalle vetrate delle abitazioni entrò una spaventevole luce solare e fu intravista una palla infuocata, un bolide che attraversava il cielo, poi ci furono rimbombi simili a cannonate."  

Questo passo l’ho riadattato da documenti diaristici d’epoca per una pubblicazione personale del 2001. Appare logica la spiegazione della caduta di una o più meteore, presumibilmente inabissatesi in mare.

Dall’ottobre 2010, chi abita nei pressi del Fadalto (Alpi – Vittorio Veneto) avverte non senza forti timori degli strani boati in ore diverse diurne e notturne. La fonte pare essere nelle viscere delle montagne e pertanto è stata potenziata la rete dei sismografi per conoscerne l’entità, nell’ipotesi di un significativo terremoto, d’altronde già avvertito con lievi scosse. 
I recenti boati nel trevigiano sono stati attribuiti a un meteorite presumibilmente precipitato nell’Adriatico. 

Il forte rimbombo udito in Capitanata nei giorni scorsi, pare effetto di un velivolo supersonico in missione appartenente alla base di Gioia del Colle
Non tutti, però, sono stati spiegati o, almeno, registrati chiaramente. 

Senza andare oltre nel tempo, a metà gennaio del 2012, a Cottanello (RI) sugli Appennini si sono uditi dei boati simili a echi tellurici, ma non ne sarebbe stata accertata la causa. 

Il 24 gennaio 2012, in territorio di Trento, altri boati, che pareva provenissero dalla Val Campelle, Passo Manghen, uditi finanche a Vicenza, sono rimasti indefinibili. 

La nostra penisola non è la sola a risentire di tali fenomeni. 
In Costarica, una successione di rombi aveva dato la sensazione di spaventose melodie, poiché la gente l’aveva assimilate alle “trombe dell’apocalisse”. 

Identica manifestazione si sarebbe replicata a Kiev, in Ucraina

Lungo la costa del North Carolina, addirittura, nel febbraio 2012, la popolazione aveva avvertito dei fragori appaiati a tremori della terra ma l’USGS, l’istituto americano di sorveglianza geologica, avrebbe negato ogni attività sismica nella zona. 

E che dire dei boati canadesi. Qui gli abitanti di McAdam sono seriamente allarmati poiché suoni inusuali, botti improvvisi e lampi di luci si ripetono senza che le autorità riescono a darne un’interpretazione rassicurante. 

La fenomenologia, pare, si stia espandendo in aree statunitensi. 
Che cosa dicono gli scienziati. Volgarmente indicata come “Suoni dell’Apocalisse”, esiste una nutrita gamma ultrasonica che si forma ai confini dell’atmosfera con la ionosfera, non ricevibile però dall’uomo il quale, tuttavia, riesce a sentirne solo una minima frazione. 
L’ipotesi è che lo spostamento accelerato del nord magnetico provochi l’incremento di processi energetici dal centro della terra. 
Ciò produrrebbe onde che andrebbero a colpire l’atmosfera-ionosfera per poi ricadere rumorosamente sulla superficie. Questo confermerebbe la teoria che nel passato il nord magnetico abbia subito altri simili veloci spostamenti, provocando così quei suoni uditi fin dall’antichità. 

Gli studi, infine, aggiungono ancora particolari eruzioni solari che generano flussi di energia tali da impattare rumorosamente contro la superficie terrestre e questo è senza meno una peculiarità del nostro sistema solare vecchia quanto il mondo e i suoi abitanti. 

(A cura di Ferruccio Gemmellaro – storico critico) 
Fonte: http://www.statoquotidiano.it
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