sabato 16 novembre 2013

Death Note: il potere di un dio tra le mani di un uomo

Chi non ha mai sperato di riuscire a cambiare il mondo? Guardiamoci attorno: disprezzo, ingiustizia, dolore. Chi dovrebbe portare l’ordine e applicare la legge spesso non può o non sa farlo e il mondo in cui viviamo finisce con l’essere degno di essere definito “uno schifo”.


È questo il pensiero con cui ci viene presentato Yagami Light, studente liceale che possiede tutte le qualità per poter essere definito un modello da seguire: brillante nello studio, viene più volte indicato come il migliore studente del Giappone, come un fratello e un figlio perfetto e come un giovane di successo, sia con le ragazze sia con gli amici. Lo osserviamo per la prima volta all’interno della sua aula, intento a svolgere uno dei soliti compiti che gli vengono assegnati durante le mattine passate fra i banchi di scuola. Lo ascoltiamo mentre riflette e la sua riflessione è la stessa con cui si è aperto l’articolo: “questo mondo fa schifo”. Mentre riflette, il suo sguardo si perde nel vuoto fuori dalla finestra ed è allora che nota qualcosa cadere sull’erba. Quando va a recuperarlo, si accorge che si tratta di un piccolo quaderno nero con un titolo macabro e insolito: Death Note, il “Quaderno della Morte”. All’interno, un insieme di regole che sembrano comporre un gioco macabro e perverso, uno scherzo di cattivo gusto.
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