domenica 4 maggio 2014

I sogni segreti di Walter Mitty

A volte, per decidere di cambiare in meglio la nostra vita, abbiamo bisogno di un segno, il quale può essere uno sguardo, un’immagine, un amore ancora non dichiarato. Quei segnali che ci spingono a superare la noia, la paura e la malinconica quotidianità. Walter Mitty è un eroe dei nostri giorni. Una persona qualunque che lavora in una rivista prestigiosa, come Life.


Il suo ruolo però è in via di estinzione. Lui è responsabile dell’Archivio Sviluppo Negativi, che nell’epoca dei social network e dell’informazione online è ormai un impiego superato. Eppure Walter ha una qualità che i nuovi manager non hanno: sogna a occhi aperti e crede ciecamente nella mission della rivista, la quale si avvia verso la pubblicazione dell’ultimo numero, perché la versione cartacea sarà sostituita per sempre da quella online. “I sogni segreti di Walter Mitty” non è una commedia, né un dramma, come sottolinea lo stesso Ben Stiller, regista e attore protagonista. Questo film è qualcosa di più. Tratto dal racconto “The Secret Life of Walter Mitty” di James Thurber, “I sogni segreti di Walter Mitty”, che è una rielaborazione di “Sogni proibiti” (1947), è un film sulla fantasia, sulle infinite possibilità che la vita offre, sull’avventura e soprattutto sul giornalismo lento, degnamente rappresentato da Sean O’Connell (Sean Penn) che vive come i reporters di una volta, senza cellulare e senza fissa dimora girovagando per l’intero pianeta alla ricerca della foto perfetta per assaporare il “Qui e ora”. 


L’occasione per Walter arriva quando Sean invia in redazione un negativo, la cui fotografia farà da copertina all’ultimo numero di Life. Ma il negativo 25 non si trova e Mitty decide di trasformare le sue fantasia in realtà, vivendo una favolosa avventura che lo porta in altri continenti sulle tracce di Sean O’Connell, aiutato da Cheryl Melhoff (Kristen Wiig), la collega che conosce appena ma che ama segretamente. 
Walter Mitty rappresenta ciascuno di noi. Questo personaggio simboleggia il nostro lato creativo, tenuto a bada da una società pragmatica che lascia poco spazio ai sogni, tarpandoci le ali e impedendoci di sentire appieno la vera essenza. 
Un film, dunque, da non perdere, sia per le immagini spettacolari, sia per il contenuto fortemente didascalico. 

Vedere il mondo, raggiungere mete pericolose, guardare oltre i muri, avvicinarsi, trovarsi l'un l'altro e sentirsi, questo è lo scopo della vita!
 


Fonte: http://www.culturaeculture.it/
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