venerdì 6 giugno 2014

Resurrection, finale di stagione

Cioé praticamente siamo già arrivati al momento di una verità che verità non sarà e al culmine di ottocentocinquantaquattromila domande virgola due che non potranno mai trovare risposta così, tutte insieme? Ma come è successo? Ma perché i produttori della serie hanno pensato che otto fosse il numero perfetto? Perché girato è l’infinito? Perché due infiniti fanno pensare a Revenge? Perché, perché, perchè? Io non ero pronta. 


E chiaramente nemmeno la serie era pronta alla chiusura, giacché non riceviamo risposta a nulla, anzi, io esco personalmente più ricolma di domande di prima da questo finale di stagione… che però mi è piaciuto. Mi è davvero piaciuto, con una chicca conclusiva che mi ha fatto cadere la forchetta di mano. Se ve lo state chiedendo sì, mangio spesso e volentieri guardando le serie tv e se ve lo state chiedendo di nuovo, no, nemmeno quest’oggi è successo qualcosa tra Bellamy e Maggie… soltanto perché sono capitate altre mille cose, però! Andiamo a seguire le vicende di quest’oggi dell’orda-di-risorti-insorti in quel di Arcadia. Come ben ricorderete, la nostra Rachael è tornata (di nuovo) dall’aldilà. Questo non sembra aver sortito particolari reazioni in nessuno dei presenti e sinceramente è una delle note di demerito della puntata. Un Tom così sconvolto e distrutto dalla sua (ri)morte avrebbe dovuto dire qualcosa di più. Mi aspettavo una qualche scena più emozionante ed intima, anche da parte di Rachael stessa, ma lei è in parte giustificata dal fatto che ormai si è abituata a questa tiritera. Il poco romanticismo di Tom può forse essere connesso allo stato di allerta della cittadina (nonché al fatto che l’episodio dura quaranta minuti e bisogna farseli bastare…) ma verrà comunque punito dal karma. Tom si ritroverà, insieme a Rachael che nel frattempo non dorme, non si cambia, non mangia e non si lava tanto niente la può uccidere, a fare da babysitter a tutti i risorti. E questa volta non si tratta di una o due persone, ma di una vera e propria fiumana da tutte le epoche.

L’agente Bellamy torna quest’oggi a svolgere quindi un ruolo cruciale nella gestione del clima caotico in cui precipita Arcadia, sebbene anche i più duri e rompip… ehm, e scettici come Helen si stiano ricredendo. Basta metter loro davanti una persona cara tornata in vita e tutte le domande, i dubbi e i discorsi apocalittici o di principio vengono accantonati da una parte. L’affetto sostituisce le motivazioni razionali o irrazionalmente spaventate, in un modo molto interessante, che ci aiuta a mettere in luce il lato psicologico di tutta la vicenda sulla quale si regge il telefilm.
Il problema è quando i risorti non tornano a dirti ciò che vorresti sentire. Non bussano alla tua porta per abbracciarti e dirti che gli sei mancato, anzi… si ripresentano con una settimana di ritardo passata con l’amante e ti bidonano definitivamente. Di chi sto parlando? Di Barbara, madre di Maggie e direi ex-moglie di Fred. Anche qui ho trovato la dinamica davvero coinvolgente sotto il profilo delle interazioni umane e delle reazioni emotive. Qualche torbido segreto si cela dietro la storia di Barbara e Fred, il quale viene dipinto dalla moglie come un uomo potenzialmente pericoloso… fatto che trova conferma nello stesso svilupparsi della puntata. 
Maggie ci appare chiaramente come la figura più ferita da questo scontro: non riesce a concedere a sua madre neppure il beneficio del dubbio, devastata dalla scoperta che lei non sia subito corsa a cercala una volta tornata. Il senso di vuoto e di rifiuto che questo personaggio sente e cela in se stesso si amplifica ancora di più ed è come vedere la frattura centrale di Maggie squarciarsi definitivamente. Maggie rifiuta una versione neppure accennata dei fatti di sua madre, non le dà – chiaramente – neppure il tempo di svelarci qualcosa di significativo e non mette in dubbio che suo padre sia quello buono… io non ne sono mai stata tanto convinta, basti tenere presente il suo modo di trattare Jacob. 

Ed è proprio così che il danno è fatto: Bellamy si ricorda di avere un capo a cui chiedere aiuto, l’aiuto giunge sotto forma di militari informati soltanto per metà, la rabbia logora i nervi di Fred, Fred spiattella la verità al Colonnello Stone vecchio burlone ed ecco che in due minuti tutto diventa un raggruppa i risorti, registra i risorti, sbarazzati dei risorti. Una successione di eventi molto rapida, messa in atto a partire dalla mente disturbata di Fred, che cela la sua vendetta sotto la scusa di “proteggere i vivi e non i morti“. 

L’agente Bellamy Superstar ha chiaramente una marcia in più, ma Maggie L’Esploratrice questa volta non ha voluto vedere in tempo la verità, forse per aggrapparsi almeno ad uno dei suoi genitori. Comunque, fortunatamente Marty ci vede lungo e pensa bene di evitare ai Langston quella convocazione presso la palestra della scuola che altro non è se non parte di un piano diabooolico. 
La chiamata di convocazione, infatti, è giunta a tutti, quindi anche ad Henry, la cui prima reazione non è stata delle più entusiaste… Anche questa volta i Langston si rivelano essere il mio punto debole. Il mio cuoricino si è stretto al discorso di Henry a Jacob e all’impossibilità di tener fede ad una delle promesse fatte al bambino. 
Di una dolcezza inaudita, frutto di un percorso che papà-Lang ha fatto e per questo così sincero, vivo sotto lo sguardo di Lucille, una madre che in questo caso saprà mostrare non solo tutta la sua empatia e il suo amore, ma anche lo sdegno, il dolore rinnovato di vedere il suo bambino nuovamente in pericolo, il sacrificio per lei disumano di lasciarlo nuovamente andare. L’istinto omicida nei confronti di Fred per il quale ha tutto il mio sostegno. Ha realizzato il mio desiderio con quello schiaffo sonoro. 

Purtroppo però tutta la rabbia del mondo non è sufficiente a proteggere Jacob, che va allontanato dai progetti del governo. Una volta attivati i federali risulta ben difficile chiamarsi fuori dal problema. Ed è qui che entra in gioco Bellamy, di nuovo, pronto a riscattarsi dagli errori del passato, pronto a non commettere di nuovo lo stesso sbaglio e perseverare sulla strada più difficile pur di tutelare il piccolo Jacob. Quindi gli resta solo una cosa da fare. Scusate. Intendevo portare in salvo Jacob, sebbene sia uno strano bambino che preferisce il frullato alla menta al posto di quello al cioccolato. Comunque, i due si lasciano alle spalle Arcadia, lasciano indietro i loro affetti, Maggie, la nuova piccola Jenny, gli amici, i genitori. E quando dico i genitori, questo vale per entrambi. Perché è proprio alla fine, nell’istante conclusivo, che la mezzaluna a cui mamma Thompson accennava emerge sulla pelle di Bellamy. E’ lui il bambino sopravvissuto (mmmh…), il figlio dei Thompson che non è resuscitato con loro per il semplice fatto d’essere scampato al disastro che li ha uccisi. Non me lo aspettavo minimamente, non ci avevo neppure pensato né avevo minimamente collegato Bellamy ad una simile eventualità. 


 

Un boom conclusivo straordinario, sebbene Marty non possa essere d’accordo, inchiodato dov’è da elicotteri, auto e brutti insetti. 
Così Resurrection vede calare il sipario sulla sua prima stagione, che mi rifiuto di credere possa essere anche l’ultima. Le domande che fin qui ci siamo posti sono ancora tutte insolute: perché le persone risorgono? Perché ad Arcadia? Perché Caleb è sparito? Tornerà? Perché in un primo momento sono tornati uno alla volta e poi è cominciata l’inondazione? Cosa è successo alla madre di Maggie? Perché accusa Fred di essere un uomo cattivo? 
 Le mie teorie sono attualmente sottoterra, affossate dalla piacevole e coinvolgente sorpresa di questo episodio. A voi è piaciuto? Credo che la serie mi mancherà: in soli otto episodi ha creato in me una grande curiosità e una grande attenzione alle dinamiche tra i personaggi. Non ci resta che attendere la seconda stagione prevista per autunno.

Fonte: http://daninseries.altervista.org
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