domenica 6 settembre 2015

La Grande Sostituzione: sicuri sia solo complottismo?

In Francia il fenomeno ha già un nome: il “grand remplacement”. E cioè la “grande sostituzione” dei popoli europei con le imponenti masse di immigrati che stanno invadendo il Vecchio continente. La formula è stata coniata nel 2010 dallo scrittore francese Renaud Camus, bollato dall’informazione transalpina come “estremista di destra”. Un’etichetta che Camus ha sempre rifiutato. Forse è proprio per l’origine della dizione che la teoria della grande sostituzione è stata subito derubricata alla voce “complottismo” o “cospirazionismo”. Ma che cosa postula questa teoria? 


Semplice: prendi un popolo, magari in difficoltà economica e stagnazione demografica, e lo sostituisci con masse di disperati disposti a ogni paga e, possibilmente, più prolifici in fatto di nuove nascite. Il tutto deve essere poi sostenuto dai grandi mezzi d’informazione di massa, dalle oligarchie intellettuali, progressiste e occidentaliste e, ultimi ma non ultimi, dai grandi potentati economici. Si tratta, quindi, di complottismo? Be’, parliamone. Che l’immigrazione di massa sia un affare (concreto) per diversi soggetti e per le più svariate lobby di potere è un dato accertato. Pensiamo solo a Mafia Capitale e a quel Buzzi che in un’intercettazione telefonica dichiarò candidamente che “con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga”. Questo mostrò plasticamente – per chi non volle fare lo struzzo, beninteso – il marciume che ha sempre caratterizzato l’associazionismo di stampo para-mafioso delle cosiddette “cooperative rosse”. 

Ma si pensi anche solo ai sermoni di Papa Bergoglio, sempre pronto a rampognare gli italiani per la loro scarsa disposizione all'accoglienza indiscriminata, mentre però la Caritas fa soldi a palate grazie proprio alla gestione degli immigrati.
Non basta: giorni addietro sono stati documentati su queste colonne gli interessi fortissimi che le oligarchie finanziarie e internazionaliste nutrono nei confronti dei presunti “profughi”. Dice: che c’entrano questi interessi con la “sostituzione di popolo”? C’entrano, eccome. 
Ci ha pensato Pier Carlo Padoan in persona a spiegarcelo. Marxista in gioventù, capitalista in accademia e al Fmi, Padoan è diventato ministro dell’economia nel governo Renzi nel febbraio 2014. 
Qualche giorno fa – non a caso al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione – Padoan ci ha voluto togliere ogni dubbio: “Tutta la UE e l’Italia a sua volta hanno un problema demografico. Quelli vicini alla pensione, tra cui c’è anche il sottoscritto, sono più dei giovani. Tra l’altro, gli immigrati possono dare un contributo positivo in questo senso”. 

Insomma, gli italiani fanno pochi figli, ma il ministro dell’economia non pensa assolutamente a incentivi e sovvenzioni alle giovani famiglie italiane: no, meglio affidarsi agli immigrati. E, se poi addirittura li facciamo italiani con lo ius soli, tanto meglio. Complotto? Voce isolata (seppur autorevole) quella di Padoan? Non proprio: dicono lo stesso, infatti, sia il Sole 24 Ore, cioè la Confindustria, sia anche demografi di chiara estrazione cattolica. 

Poi, parliamoci chiaro: qui nessuno teorizza un piano perfetto, unitario, sistematico, che preveda la “grande sostituzione”. Complotto no, ma complotti che si intersecano, trame d’interessi che convergono, ideologie allucinate che si mobilitano, be’, questo sì. 
Tant’è che non c’è nessun piano segreto: dicono tutto in pubblico, alla stampa, alle tv. Ci vogliono sostituire alla luce del sole. Ancora sicuri che sia solo complottismo? 

Valerio Benedetti
Fonte: http://www.ilprimatonazionale.it/
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