lunedì 19 ottobre 2015

La trilogia della Biblioteca di Glenn Cooper

"Questo romanzo è cominciato e forse tutti noi ci siamo dentro, anche se non lo sappiamo. Perché non esiste nulla di casuale. Perché la nostra strada è segnata. Perché il destino è scritto. Nella Biblioteca dei Morti." 


La trilogia sulla Biblioteca dei Morti di Glenn Cooper è un ottimo esempio di come si possa costruire una storia dalla trama convincente, con un grande ritmo e mettendoci dentro alcuni temi “caldi” senza cadere nel ridicolo o nell'ovvio: se non ci fosse stato Dan Brown con il suo Codice Da Vinci forse oggi parleremo del lavoro di Cooper come dell’esperimento editoriale più ingegnoso degli ultimi anni, invece, in un modo o nell'altro La Biblioteca Dei Morti, Il Libro delle Anime e I Custodi della Biblioteca sono passati quasi inosservati e non hanno suscitato il clamore – e quindi registrato il successo – che avrebbero meritato. O almeno qui da noi. 

I tre volumi della trilogia in dettaglio dal sito della Casa Editrice Nord

Gli ingredienti del ricco piatto che ci serve Cooper ci sono già stati propinati in più varianti con risultati più o meno convincenti ma quello che risalta nella trilogia cooperiana è l’onesta con cui vengono mescolati. Teorie del complotto, inganni storici, inciuci – per usare un termine che va molto di moda – politici, la caccia ad un serial killer atipico e la paura della fine del mondo vengono amalgamati in una vicenda che, seppur relegata come fiction letteraria, non sfigurerebbe sottoforma di serie tv o di trilogia cinematografica. 

Tutto comincia con una profezia: il settimo giorno del settimo mese dell’anno 777 verrà alla luce il settimo figlio di un settimo figlio. 
Poi si snodano delle vicende all'apparenza distinte tra loro: 

  • I monaci dell’abbazia di Vectis (l’odierna Isola di Wight, in Inghilterra) interpretano la profezia come l’avvento di una specie di anticristo e si preparano al peggio, specie quando apprendono le circostanze in cui è nato lo stranissimo bambino di nome Octavus, il quale ha un dono che trascende le capacità di comprensione della congrega religiosa. 
  • Una scoperta illuminante diventerà fonte di ispirazione per Giovanni Calvino e pietra di volta su cui il teologo francese costruirà la sua dottrina; diversi secoli dopo sempre la stessa scoperta, fatta stavolta da Benjamin Franklin, cambierà le sorti della guerra d’indipendenza americana. 
  • Nel 1947 una misteriosa e vastissima biblioteca è al centro di un intrigo internazionale che vede come protagonisti l’ex primo ministro inglese Winston Churchill e il presidente degli Stati Uniti Harry Truman: il ritrovamento degli oltre 700.000 volumi porta alla creazione di una segretissima base militare nel deserto del Nevada, il Nevada Test Site 51, la quale diventa subito famosa per altri tipi di ritrovamenti in quel di Roswell. 
  • Nel 2009 A New York l’esperto profiler dell’FBI Will Piper deve rinunciare ai suoi propositi di pensionamento per prendere in mano il caso Doomsday: un serial killer avvisa le vittime con cartoline misteriose prima di ucciderle, tutte in modo diverso, e addirittura alcuni non sembrano neanche omicidi. 
  • Nel 2026 un altro ritrovamento sul suolo inglese rischia di scatenare un conflitto nucleare tra Inghilterra, USA e Cina. 
  • 9 Febbraio 2027: l’Orizzonte. Questa data da un certo punto in poi diventerà la vera protagonista della storia. 

Insomma, Cooper mette tanta carne al fuoco e con un quantitativo così vasto di vicende fittizie, fatti realmente accaduti e personaggi realmente esistiti sembra quasi un miracolo che sia riuscito a tenere in piedi una storia di questo tipo senza farsi assorbire e senza commettere errori grossolani. Il punto di forza del suo lavoro è la suspance che crea e alimenta ricorrendo a numerosi flashback e permettendo così al lettore di costruire tutto l’iter della vicenda pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, ed è geniale anche il fatto di chiudere i primi due libri in modo quasi incompleto così da costringere l’appassionato ad andare subito a comprare il successivo. 
Il punto debole invece è rappresentato personaggi fittizi: fin troppo stereotipati e prigionieri del proprio ruolo, alcuni, specialmente i cattivoni, piatti, noiosi e con motivazioni infantili per i loro comportamenti compassati. 
Anche il personaggio che seguiamo più da vicino, Will Piper, è appiattito sulla sua rotaia e quasi costretto a comportarsi in certi modi per far andare avanti la storia. 

In conclusione, eccezion fatta per questo appunto sui personaggi e scartando qualche luogo comune forzato, la trilogia di Glenn Cooper rimane un ottimo prodotto editoriale e un ottimo passatempo per chi è appassionato di questo genere di storie – a metà strada tra il romanzo storico e il thriller classico Un consiglio: comprate i tre volumi tutti insieme perché se fate passare troppo tempo tra la lettura di uno e del suo successivo rischiate di non raccapezzarvi più.

Fonte: http://it.paperblog.com/
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